Superbonus, Vallocchia (Filca Cisl Lazio): “Occorre rapida soluzione per più di 25mila lavoratori”

VITERBO – Riceviamo dal segretario generale della Filca Cisl Lazio, Attilio Vallocchia e pubblichiamo: “Bloccare il Superbonus senza una graduale riorganizzazione di impresa e programmazione normativa in materia equivale a mettere a rischio il settore e di creare migliaia di disoccupati.

Nel Lazio, dopo una crisi decennale, negli   ultimi tre anni vi è stata una forte crescita del settore, che ha visto un aumento della massa salari nel sistema delle casse edili (circa 250 milioni). L’aumento è coinciso maggiormente con gli interventi dei bonus facciate e superbonus 110% messi in campo per rilanciare l’edilizia, contribuendo a più del 20% della crescita del PIL. Se non vengono confermate le aperture emerse dal Governo, solo nel Lazio rischiano di rimanere per strada più di 25mila lavoratori, incluso l’indotto della filiera delle costruzioni.

Come Filca Cisl del Lazio non ci stancheremo mai di dire che ci sono risorse e strumenti per modernizzare le case delle famiglie che   non  hanno disponibilità  economiche  sufficienti e a basso  reddito. Vi e’ un’esigenza di rigenerazione urbana   delle periferie, dove  con il superbonus  non si e ’intervenuti in maniera  importante e bisogna evitare che nel Lazio gli  interventi  già  in   programma  sugli alloggi popolari rischino una brusca frenata. Gli investimenti sull’edilizia popolare possono dare soluzioni per modernizzare le abitazioni delle famiglie meno abbienti. I bonus sono stati e restano strumenti importanti per la ripartenza dell’economia e del lavoro e vanno collegati in modo strutturale alle fasce di reddito più deboli e classi energetiche più basse con particolare riguardo all’edilizia popolare e con lo scopo della cura del patrimonio edilizio.

Per Vallocchia è necessario investire sul Sisma bonus. Gli interventi di messa in sicurezza rispetto alla vulnerabilità sismica sono fondamentali e sinora gli interventi sono stati soltanto marginali mentre la nostra Regione è ad alto rischio sismico (circa il 90%dei comuni.)

Inoltre al settore delle costruzioni serve una svolta green, ecosostenibile, è necessario investire nell’utilizzo di materiali e tecnologie che rispettino requisiti di sostenibilità energetica e minor impatto ambientale, puntando a un’edilizia di qualità. Solo in questo modo possiamo parlare di edilizia 4.0, di qualificazione del sistema impresa e qualità’ del lavoro in un ambito di sicurezza e formazione adeguata ai lavoratori, attraverso i nostri enti bilaterali, a cominciare dalle scuole edili.

Ora speriamo che venga trovata una soluzione ragionevole, per non interrompere questo processo virtuoso  del settore delle costruzioni e per limitare i problemi economici , con il coinvolgimento al confronto del sindacato.

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