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Sutri è tempo di bilanci carnevaleschi

Sutri è tempo di bilanci carnevaleschi per la buona riuscita del Carnevale che in questo anno 2025 ha svolto la sua 625esima edizione ! Non ci credete? Leggete l’articolo e vi convincerete!

Inizio con il dire che i sutrini partecipano il Carnevale con spirito goliardico, sarcastico, ironico, disinibito pronto a sbeffeggiare i “potenti” il tutto condito dall’immancabile allegria e spensieratezza. Per questo a Sutri il Carnevale può essere più variopinto o meno nel corso degli anni ma, resta un momento di condivisione totale e partecipata! Dunque è stata buona anche questa 625esima edizione! Devo chiarirvi questa mia affermazione apparentemente squinternata!
Molti studiosi fanno risalire, a ragione, questa manifestazione di giubilo e divertimento ai Saturnali che venivano svolti nell’antica Roma, poi riformulati nel corso millenni! Sutri vive gli ultimi cinque giorni del Carnevale dal 1400 quando un cantastorie e autore di scritture e libri narrava la storia della nascita di Orlando Paladino poi cavaliere di Francia.
Tanto per conoscere meglio lo scrittore riprendo dalla Enciclopedia Treccani un breve cenno che lo riguarda
“ANDREA da Barberino nato verso il 1370 in Barberino di Valdelsa da Iacopo dei Mangabotti. Fu maestro di canto e “romanzatore”, cioè traduttore e compilatore in volgare di romanzi francesi di cavalleria, che probabilmente recitava in pubblico.”

Ciò che però ci interessa è avere menzione dell’accostamento a Sutri e per questo riapro la Treccani che tra le molte sue opere cita la nascita di Carlo Magno. Questi riesce a riavere il trono occupato dai figli di Elisabetta, ma è costretto a bandire la sorella Berta e l’amante di lei, Milone d’Anglante. Da essi nasce, a Sutri, Orlando; e a Sutri egli è ritrovato da Carlo Magno, diretto a Roma per cingervi la corona imperiale.” Vi chiederete? tutto bello e cavalleresco ma il Carnevale che centra con Sutri? In una prossima chiacchierata vi narrerò la fanciullezza di Orlando vissuta a Sutri e capirete i motivi della natura e longevità del nostro Carnevale.
Questo è il Carnevale di cui noi oggi siamo i portatori inconsapevoli e devo dire che, soprattutto le fanciulle ed i fanciulli sutrini sono degni successori!
Di fatto sono stati realizzate molte mascherate e carri allegorici che trattavano, sempre con allegria, anche temi scottanti quanto lo è oggi la permanenza nelle case per anziani. Da qui è scaturita una mascherata dal titolo “Fuga dall’RSA” animata da giovanissime/i trasformatesi in anziane/i che ricordavano le/i loro nonne/i… un grande divertimento! Piuttosto che le “gitane e gitani” sutrini; “Pop Art” coloratissima ed artistica; l’immancabile “Alice nel paese delle meraviglie”; ancora costumi creati per meravigliare con grandi strisce coloratissime e brillanti. Di fatto tutto estremamente enfatico ed entusiasmante con tutti chiamati a partecipare nel ballare in Piazza fulcro delle attività anche culinarie con distribuzione di migliaia di pizzacce cacio e pepe e con la ricotta; castagnole; frappe e pizze fritte di fatto chi attendeva non è restato con le mani in mano!
La sera del martedì grasso è partito il corteo funebre di Re Carnevale al canto di una canzone che si perde nella notte dei tempi avente un finale con saltarello! Il corteo fatto il giro della Piazza ha deposto la barella con cui si è trasportato il Re, veniva adagiata a terra per fine di essere data alle fiamme mentre le centinaia di persone che accompagnavano, mascherati anche con abiti listati a lutto, oppure da medici ed infermieri che tentavano di rianimare invano il moribondo Carnevale. Tutti ballano e cantano convulsamente sulle note, intonate dalla Banda musicale, di “è morto carnevale chi lo sotterrerà la compagnia del ghetto farà la carità…”