di WANDA CHERUBINI-
VITERBO – Si è svolto nella Sala Regia di Palazzo dei Priori il convegno promosso dalla UST CISL di Viterbo sul tema “Sviluppo del territorio, welfare e coesione sociale: quali politiche?”, un momento di confronto che ha riunito istituzioni, mondo del lavoro, sanità, università, Chiesa, imprese e terzo settore per riflettere sulle prospettive di crescita della provincia di Viterbo.
L’iniziativa, che ha avuto il patrocinio del Comune di Viterbo, della Provincia di Viterbo e del Consiglio regionale del Lazio, moderata dalla sottoscritta, ha posto al centro una questione decisiva: non può esserci vero sviluppo senza coesione sociale. Il tema, come emerso sin dall’apertura dei lavori, riguarda direttamente la qualità della vita delle persone, il futuro dei giovani, la tenuta delle comunità, la
tutela degli anziani e delle fragilità, il rafforzamento dei servizi, il lavoro dignitoso, la sanità territoriale, le infrastrutture e la capacità del territorio di fare rete.
La relazione introduttiva è stata affidata a Elisa Durantini, segretaria generale della UST CISL di Viterbo, che ha richiamato la necessità di una strategia territoriale condivisa. La coesione sociale, ha sottolineato, non è uno slogan, ma la capacità di una comunità di ridurre le disuguaglianze, creare fiducia, garantire opportunità e tenere insieme sviluppo economico e dignità della persona.
Durantini ha ricordato alcune criticità della provincia: una popolazione di circa 307 mila abitanti, una forte presenza di piccoli comuni, con 42 realtà su 60 sotto i 5 mila abitanti, un’età media
elevata, un tasso di natalità basso e un incremento naturale negativo. A questi dati si aggiungono il lavoro povero, le difficoltà salariali, l’emigrazione dei giovani, il disagio sociale, la solitudine degli anziani, le carenze infrastrutturali e la necessità di rafforzare la sanità di prossimità.
Da qui la proposta della CISL: costruire un grande Patto territoriale per il lavoro e la coesione sociale, capace di coinvolgere sindacato, istituzioni, imprese, università, scuola, terzo settore e mondo sanitario. Un patto che individui priorità concrete: sviluppo delle aree interne, contrasto allo spopolamento, lavoro stabile e dignitoso, politiche abitative, servizi per famiglie, anziani e persone fragili, rafforzamento della sanità territoriale, formazione, infrastrutture materiali e digitali.
Numerosi i saluti istituzionali. La sindaca di Viterbo Chiara Frontini ha ricordato il ruolo dei Comuni, in prima linea nelle risposte ai bisogni sociali, richiamando gli interventi sul cohousing, con 17 appartamenti ristrutturati grazie ai fondi del PNRR, e le politiche per gli asili nido, con investimenti a favore delle famiglie viterbesi.
La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha richiamato il valore delle politiche europee e la necessità di mettere nero su bianco una strategia per i territori, ricordando anche la proposta per l’istituzione di una giornata europea dedicata alle vittime del lavoro. Ha inoltre evidenziato il tema della casa, della demografia e della necessità di politiche capaci di sostenere
famiglie e comunità.
Il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli ha posto l’attenzione sulle infrastrutture, sulla formazione professionale, sulle scuole superiori e sugli investimenti del PNRR, ricordando anche il lavoro della Provincia sui temi ambientali, dai rifiuti alle scorie nucleari, e la necessità di maggiori risorse per la viabilità.
Per l’Università della Tuscia, il professor Emanuele Blasi, delegato della rettrice Tiziana Laureti, ha richiamato il concetto di “cura” come parola guida dell’anno accademico, sottolineando l’importanza di guardare al singolo, alla relazione con gli altri, all’inclusione e alla costruzione di
sinergie tra università e territorio.
L’onorevole Mauro Rotelli ha parlato delle “luci e ombre” della Tuscia, ricordando le misure nazionali a sostegno di famiglie, imprese e lavoro, dagli interventi fiscali agli incentivi per la produttività. Ha inoltre richiamato i finanziamenti ottenuti per il territorio, compresi quelli destinati all’Università della Tuscia dopo l’incendio della facoltà di Agraria, e la necessità di pensare in grande, portando Viterbo e la provincia al centro dell’attenzione nazionale, anche attraverso il potenziamento dei collegamenti ferroviari e dell’alta velocità a Orte.
Il prefetto Sergio Pomponio ha posto l’accento sul legame tra coesione sociale e sicurezza, evidenziando come lo sviluppo di un territorio presupponga conoscenza, armonia e concordia. La provincia, ha osservato, possiede energie, risorse e passione per segnare un percorso importante in termini di coesione e sviluppo.
Ampio spazio è stato poi dedicato alla tavola rotonda. Il consigliere regionale Daniele Sabatini ha richiamato l’impegno della Regione Lazio su sanità, RSA, case di comunità, welfare e sviluppo sostenibile, ricordando anche il tema dell’addizionale Irpef, le politiche ambientali, il nuovo piano rifiuti regionale e l’avvio della Zona Logistica Semplificata, considerata strategica per l’attrazione di
investimenti e per la valorizzazione dell’interporto di Orte.
Il presidente della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, Domenico Merlani, ha evidenziato i principali driver di sviluppo del territorio: agricoltura di qualità, turismo, università, imprese e filiere locali. Ha sottolineato la necessità di innalzare il livello delle imprese, attrarre occupazione, formare personale qualificato e trasformare il turismo in un motore più stabile e duraturo. Centrale, per Merlani, anche il tema dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, insieme alla necessità di contrastare l’occupazione precaria, che non genera ricchezza e rappresenta un danno per il territorio.
Don Enrico Castauro, parroco di Acquapendente, referente dell’istituto teologico e Osservatorio diocesano, ha richiamato il valore della comunità come spazio esistenziale di sostegno, sottolineando come molte fragilità nascano dalla perdita del senso di appartenenza. In una società
che invecchia, ha osservato, il rischio della solitudine cresce e richiede una risposta corale. Ha inoltre ricordato l’esperienza dell’Osservatorio nato nell’Alta Tuscia con l’università e i sindaci della comunità montana, come esempio di collaborazione per il bene comune.
Andrea Spigoni, presidente di Alicenova, ha posto l’accento sulle difficoltà del terzo settore, a partire dalla scarsità di personale e dagli stipendi troppo bassi, chiedendo alle istituzioni un adeguamento delle tariffe e nuovi modelli di affidamento. Ha richiamato anche il tema della disabilità psicofisica, della prevenzione, dell’adolescenza e della necessità di superare logiche frammentate, puntando su accreditamenti, rete territoriale e innovazione sociale. Spigoni ha
ricordato come l’agricoltura sociale sia nata nel territorio viterbese già nel 1997, rappresentando un’esperienza anticipatrice e ancora oggi preziosa.
Nel corso del confronto è emersa con forza la necessità di superare interventi episodici ed emergenziali, costruendo una governance stabile tra Regione, enti locali, sindacati, imprese, sanità, Chiesa, università e terzo settore. Welfare, lavoro, servizi, infrastrutture e formazione sono stati indicati come assi fondamentali di una strategia capace di non lasciare indietro nessuno.
Le conclusioni sono state affidate alla segretaria generale della UST Cisl Roma capitale- Rieti, Rosita Pelecca, che ha ribadito il proprio ruolo propositivo e la volontà di contribuire alla
costruzione di un percorso condiviso. Rosita Pelecca ha sottolineato la presenza, nel territorio, di una congiuntura politica positiva e di una classe dirigente attenta alla città e alla provincia. La Tuscia, ha ricordato, possiede tutte le caratteristiche per ripartire: l’Università della Tuscia, le imprese, il patrimonio ambientale e culturale, le comunità locali, il terzo settore, il mondo del lavoro.
L’obiettivo, emerso con chiarezza, è quello di costruire una provincia più forte, più giusta e più inclusiva, capace di trattenere i giovani, valorizzare le proprie specificità, potenziare le infrastrutture, rafforzare i servizi e fare della coesione sociale non un concetto astratto, ma il cuore di una nuova stagione di sviluppo.
Al termine dei lavori è stato previsto un rinfresco con prodotti del territorio forniti dalla Zootecnica Viterbese.
Foto e video di Mariella Zadro
























