Svolta la preghiera ecumenica alla presenza del Vescovo Orazio Francesco Piazza

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Si è svolta questo pomeriggio, presso la chiesa ortodossa di via Saffi, la preghiera ecumenica alla presenza del Vescovo Orazio Francesco Piazza. Un momento di preghiera e di incontro molto significativo. Dopo aver recitato l’inno Akathistos alla Madre di Dio, il Vescovo Piazza è intervenuto dicendo: “La parola gioia  che ha caratterizzato la nostra preghiera di unità e nel cammino della comunione una comunione che è stato ed è il sogno di colui che è nato per noi, è morto per noi, è risorto per noi, Cristo nostra unica speranza. Gioire è la condizione attraverso cui possiamo esprimere non solo la lode verso la vergine santa: 13 volte per 12 strofe la Akathistos racconta la bellezza di questo riferimento. Ma è la gioia dei figli radunati intorno alla madre,  e che condividono quella gioia contemplata in lei e che si riverbera in noi, una gioia che alimenta il senso della nostra vita. Ecco perché in questo momento di grazia dove sperimentiamo la condivisione nella preghiera all’unico Padre nello spirito attraverso Verbo emanato, colei che ce lo consegna uomo fra gli uomini, noi possiamo partecipare e condividere questo sogno di grazie che è l’unità, la  comunione e la condivisione. La gioia diventa implorazione perchè di questa unità e comunione abbiamo bisogno innanzitutto come persone: unità nel cuore, unità nella vita e nella fede che professiamo tra fede e vita in uno stile che racconta la gioia della grazie ricevuta e della salvezza. Non sono momenti occasionali , ma le tappe di un cammino  in cui dobbiamo aspirare a condividere la grazia che nasce dalla fonte del cuore del Signore. Preghiera che diventa per noi responsabilità che non è gravosa ma gioiosa e questa responsabilità che è la nostra risposta al dono della grazia e della salvezza. Commentarlo con un grande parre della Chiesa, Giovanni Crisostomo, il quale riprendendo la condizione di Maria, come colei che permette di rendere visibile l’invisibile, che permette al Dio umanato di essere uomo tra gli uomini fa questo invito: desiderate ardentemente che il cristo si incarni in poi perché quanto più lo desiderate tanto più abiterà in voi e crescerà dentro di voi. Apriamo il cuore, mettiamo da parte le condizioni che molto spesso sono frutto di distanze che nascono da situazione che possiamo superare”. un altro grande padre della chiesa, Odilione pone il tema dell’unità non come uniformità ma come armonia e lo pone come principio che deve dettare ogni scelta. Non è solo ciò a cui aspiriamo come meta del nostro cammino e ci sarà consegnata quando la pienezza del regno di dio sarà riversata in tutti i cuori ma c’è consegnata come come principio che deve organizzare la nostra vita il nostro viaggio. sia questo il principio dell’unità il criterio con cui ragioniamo per determinare le nostre relazioni e vivere una vita in cui la comunione di dio e tra di noi sa tessere l’evidenza della trama della salvezza della nostra storia. Accogliamo l’invito di queste due grandi padri: l’uno che ci invita ad aprire il cuore ed a desiderare come la donna ha desiderato quel figlio e dall’altro lato il dono di questa unità che deve essere per noi un criterio di vita oltre che un’aspirazione dello Spirito che deve aiutarci a conseguire. Non ci spaventiamo delle difficoltà, la misericordia di Dio diventa per noi la garanzia che questo dono di grazia non solo ci appartiene, ma dobbiamo viverlo in noi e riverberarlo nell’esperienza della vita quotidiana. E’ una gioia ritrovarci qui e condividere la grazia che a tutti è data in modo sovrabbondante, un dono prezioso che dobbiamo saper coltivare dentro di noi”. Ha poi preso la parola Marco Delle Monache pastore della chiesa evangelica battista di Montefiascone e Padre Serafino, sacerdote della diocesi greco-ortodossa d’Italia, patriarcato ecumenico di Costantinopoli e la rappresentante della comunità ucraina, Alina. A conclusione Bobita Vasile, parroco della chiesa ortodossa di Viterbo, ha ringraziato per questo momento di preghiera. Il vescovo Piazza, infine, ha benedetto i presenti, pregando la Vergine Maria. Il parroco Bobita Vasile ha quindi omaggiato il Vescovo con un’icona. Si è poi tenuto un rinfresco per tutti i presenti. Alla liturgia hanno partecipato anche Suor Francesca Pizzaia, madre superiora delle Suore Alcantarine del monastero di Santa Rosa ed una rappresentanza dell’Ucsi di Viterbo.

 

 

 

 

 

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