Tamponi privati, Profili: “Per i Comuni un lavoro di tracciamento impossibile. E’ follia”

di SIMONE CHIANI-

BAGNOREGIO – Ai nostri microfoni Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, che in questi giorni sta sfruttando la propria posizione per evidenziare alcune difficoltà nel tracciamento casi, criticando alcune eccessive richieste di ricerca, le quali, con l’attuale situazione, paiono quantomeno “pretenziose”, con particolare riferimento ai tamponi effettuati privatamente dai cittadini.

  • Sta criticando molto la modalità attraverso cui ci si può fare tamponi privatamente senza renderlo noto. Non è vero?

Un lavoro impossibile perché, mentre prima c’era una tranquillità che passava per il bollettino dato dalle analisi dei molecolari a Belcolle, ora è difficile: a parte il disastro del “tamponificio”, tra chi si tampona a casa e chi lo fa ovunque, tutta la situazione è follia; ci sono addirittura persone che sanno di essere positive e non lo comunicano, dunque non vengono fuori.

La realtà è che non è ben definito questo rapporto tra dati per le istituzioni e tamponi privati. Io vengo contattato direttamente da persone positive che dai dati non risultano, e solo così posso procedere aiutandole con, per esempio, la raccolta dell’immondizia. Se però chi diventa positivo non mi contattasse personalmente, con questo metodo io non lo saprei, e pertanto le cose, anche da parte nostra, non potrebbero essere fatte come vanno fatte.

Non so dove sia il vero problema, se nella carenza di personale o se nel numero di contagi troppo elevato. Ma capisco che, dopo 2 anni, qualcosa non funziona.

L’antigenico, tra l’altro, e questo è un altro fatto rilevato già dall’anno scorso alla Casa della Salute, ha un buon margine di errore.

È una situazione obiettivamente di grande confusione, paradossale dopo 2 anni, eccessiva. E a noi Comuni, in particolare ai sindaci, spetta un lavoro enorme che in realtà non ci compete e che toglie tempo ad altre pratiche altrettanto importanti.

  • Crede che ci sarebbe un modo per permettere di farsi i tamponi autonomamente e renderlo immediatamente noto alle istituzioni competenti?

Ho bisogno almeno dell’antigenico. A Bagnoregio gestisco ma con piccoli numeri, in grandi città non si può fare.

  • Come agirà, lei, in attesa che la situazione venga risolta?

Cercheremo di risolvere, ma è ovvio che se un cittadino si fa il tampone a casa e non ce lo comunica personalmente, è come se non esistesse. E questa cosa non permetterà, tra l’altro, al cittadino di avere certificazione di guarigione e altre cose come il green pass aggiornato.

Io continuerò a comunicare i cittadini che mi contattano, tranquillamente. Poi sai che c’è, in un paese piccolo con tanti positivi che non vengono comunicati è anche facile venir incolpati di nascondere volontariamente i dati reali. Però capisci che è un lavoro abnorme, e mai completo.

Manca un po’ di chiarezza tra i valori dei tamponi. C’è tanta confusione tra i cittadini. Spesso a chi fa l’antigenico viene richiesto dai medici di confermare con il molecolare.

Dopo 2 anni dovremmo essere stati in grado di fare il molecolare a tutti, anche a fronte di numeri così grandi come li registriamo in questi giorni.

Così non può funzionare. Speriamo che sia un fuoco del dopo-feste e che si possa placare in poco tepo.

  • Cambiando discorso. Come crede che saranno i prossimi mesi? Usciremo definitivamente dall’emergenza? L’omicron sembra contagiosa ma molto debole.

La mia preoccupazione non è, grazie a Dio, sulla salute: sento tutti e ormai i sintomi sono lievi. Però la mole di lavoro è ancora più alta per tanti contagi così. Un lavoro enorme come adesso non lo abbiamo avuto mai, anche per la spiegazione delle nuove regole sulla quarantena.

Il trend in crescita credo ci sarà ancora. Fino a metà gennaio la situazione sarà complessa.

  • Che dati si sono registrati durante le vacanze a Civita di Bagnoregio? I contagi hanno influito sul numero di visitatori? Programmi e progetti per i prossimi, difficili mesi?

Rispetto all’anno scorso siamo cresciuti. 15mila visitatori circa nelle feste. L’ultimo weekend dell’anno addirittura 7-8 mila visitatori; con il Capodanno abbiamo un po’ recuperato ciò che avevamo perso a Natale a causa del maltempo.

Lavoreremo per l’UNESCO, saranno mesi importanti. E per il PNRR, cioè nuovi fondi a cui potremo accedere.

Spero veramente che sia l’ultima grande emergenza che ci troviamo a fronteggiare. Penso che in primavera la situazione sarà positiva.

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