Trasporto di “Luce di Rosa”: emozioni e adrenalina nelle vie del centro storico

di FRANCESCA BRUTI –

VITERBO – Le emozioni non hanno voce, solo dalle immagini si possono carpire le sensazioni vissute ieri durante il 54° Trasporto della MiniMacchina di Santa Rosa del Centro Storico di Viterbo. Fatica, adrenalina, paura, stupore e gioia sono le emozioni che si leggevano negli sguardi dei 140 minifacchini, che ieri sera uniti da un altissimo senso di collaborazione e amore per la propria città hanno eseguito un trasporto eccellente!

Due anni di stop avevano certamente reso più difficile la ripresa, come aveva dichiarato anche il presidente del Comitato Centro Storico Lucio Laureti: “Tantissime le cose da rimettere in moto, rapporti da riallacciare, permessi e controlli da seguire fino all’ultimo momento, non c’era stato un momento di pausa”… fino a ieri sera quando si sono accese le luci a piazza Dante per dare il via al Trasporto tanto atteso.

I mini facchini avevano sfilato nel pomeriggio per le vie del centro per salutare i già numerosi presenti, con il momento di preghiera e raccoglimento presso il Santuario di Santa Rosa. Alle 20 vi sono state le esibizioni delle bravissime Sbandieratrici e dei Musici Città di Viterbo e dei Figuranti La Contesa, che hanno dato un assaggio dello spettacolo/rievocazione che avverrà questa sera presso piazza del Plebiscito alle 21.

Presenti in piazza prima della partenza della mini macchina, la sindaca Chiara Frontini, gli assessori del Comune, il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli, il presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini, il capofacchino Sandro Rossi, l’assistente spirituale dei Facchini Don Alfredo Cento, i rappresentanti delle Forze Armate e Forze dell’Ordine, e i rappresentanti delle altre due mini macchine, Pilastro e Santa Barbara.

I presenti sono stati le madrine e padrini della consegna delle targhe ai ragazzi che hanno raggiunto il quinto anno, ed in particolare la sindaca Chiara Frontini ha sottolineato ancora una volta il suo orgoglio nel rappresentare la città davanti a tutti questi ragazzi e ad essere lei la rappresentante della difficile ripresa della festività dedicata alla Santa Patrona, dopo lo stop dovuto alla pandemia.

Ancora una forte emozione prima del Trasporto quando è stata letta e consegnata la targa ad Alessandro Lucarini e alla madre Giulia in ricordo del grandissimo Renzo Lucarini, fondatore e padre putativo del Comitato e della prima Mini Macchina di Santa Rosa del centro storico, insieme a Giancarlo Bruti e Alfredo Fazio, visibilmente commossi.

Finalmente alle 21 si sono spente le luci della piazza e delle vie limitrofe,  e si sono accesi i lumini della bellissima “Luce di Rosa“, con il capofacchino Alessandro Lucarini che richiamando i suoi ha chiesto il silenzio per poter iniziare a dare le indicazioni ai ragazzi. Come da tradizione prima della pandemia, il sollevate e fermi è stato dato da Sandro Rossi che rivolgendosi ai ragazzi li ha resi ancora più orgogliosi del ruolo che stavano andando a rivestire.

E poi via per le vie del centro, passo dopo passo i piccoli facchini ai cavalletti hanno affiancato per tutto il percorso la Mini Macchina dandosi il cambio, con l’adrenalina e l’emozione che solo bambini di sei, sette, otto anni possono trasmettere. I ragazzini più grandi dai nove ai 14 anni si sono dati il cambio nei vari tratti, dividendosi nelle tre squadre per tutto il lungo percorso.

Un percorso lungo quello del centro storico e anche pieno di angoli difficoltosi, con salite e discese, curve strette e i famosi sanpietrini viterbesi, solcati però con disinvoltura dagli scarponcini dei ragazzi. Non sono mancate le difficoltà, come il contrattempo avvenuto in via Saffi, dovuto ad un cavo, non presente la mattina durante il sopralluogo – così come dichiarato dai membri del Comitato – che ha spostato la statua della Santa, facendola inclinare. Ciò ha causato un po’ di ritardo per poter intervenire prontamente per riposizionare la statua e poter ripartire in sicurezza. Sempre presenti durante il percorso la sindaca Frontini e il Prefetto di Viterbo. Proprio la sindaca, molto emozionata, ha dato il sollevate e fermi dopo la fermata a piazza del Plebiscito.

Fino ad arrivare al momento più emozionante, da piazza Verdi la salita fino davanti la Chiesa di Santa Rosa…. sguardi dei bambini e degli adulti alzati in alto per osservare in silenzio e con forte emozione l’arrivo in corsa dei ragazzi che portavano a spalla Luce di Rosa, con le tre girate come la Macchina Grande, fino all’urlo liberatorio di festa e di grande soddisfazione di tutti i presenti!

Ma il Trasporto non è finito. Ancora un ultimo tratto per via Mazzini, per riportare Luce di Rosa a casa, in piazza Dante, dove con grande stupore di piccoli e grandi, i mini facchini hanno fatto volare in alto tantissimi palloncini bianchi, con lacrime di emozione, stanchezza e orgoglio rivolti verso il cielo stellato!

 


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