Turismo d’Italia

di VINCENZO CENITI –

Covid. Occorre cambiare marcia. Per il premier spagnolo Pedro Sanchez, è arrivato il momento di monitorare la pandemia con parametri diversi da quelli seguiti fino ad ora. In una intervista alla radio Cadena Ser ha detto “Abbiamo le condizioni per aprire, gradualmente e con cautela, un dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l’evoluzione di questa malattia con nuove modalità”. Boris Johnson da parte sua allenta le misure per entrare in Gran Bretagna con utili risultati in fatto di ripresa. Forse è giunto il momento di voltare pagina e rivedere, con la variante Omicron le modalità di gestione della situazione. Si moltiplicano intanto gli interventi a livello europeo di chi si pronuncia per una convivenza più pragmatica, dal momento che ci sta davanti una fase destinata a durare molto a lungo.

MONTAGNA DESTINAZIONE SICURA. Montagna in audizione nei giorni scorsi in Commissione attività produttive della Camera. Daniele D’Amario, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni ha ribadito che per il turismo in quota serve un pacchetto fiscale Vanno altresì assecondate le attuali tendenze di smart working e turismo, nuovi spazi ed esperienze sostenibili, azioni per evitare il rischio di sovraffollamento turistico, interventi per nuove forme di ospitalità, investimenti per le nuove tecnologie, sostenibilità ambientale e contrasto ai cambiamenti climatici, evoluzione Data-driven, identificazione di mercati e target diversi che presuppongono approcci diversificati. E’ stato anche detto che questo periodo di crisi può essere utilizzato per ripensare il sistema montano turistico, a partire dagli impianti di risalita e gli sport, a cominciare da come rendere sostenibili l’energia da utilizzare.  Servono poi una più forte spinta nella digitalizzazione e  un ammodernamento delle strutture alberghiere. Il turismo invernale, si ribadisce, ha fatto segnare un -30%, dovuto soprattutto al calo delle presenze straniere. Sull’impiantistica serve un ragionamento di lungo periodo con un supporto finanziario anche per gli impianti in quota, finalizzato a un loro ricondizionamento. Si rende altresì necessaria una forte campagna di sostegno, anche per favorire l’innevamento artificiale, almeno nei territori dove questo non è sostenibile. Occorre inoltre intervenire sulla sicurezza degli impianti a fune e il loro rinnovamento, al fine di migliorare l’offerta turistica e sostenere le azioni di promo-commercializzazione, anche rifinanziando la legge sulle norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo.

 TURISMO. DATI  ISTAT  RASSICURANTI  MA LA CRISI MORDE  Tra la giungla dei dati su arrivi e presenze turistiche sfornati da Osservatori, indagini, studi e ricerche più o meno attendibili, diamo voce  stavolta ad una fonte autorevole come l’Istat secondo cui i primi 9 mesi del 2021 hanno fatto registrare nel complesso un +22,3% delle presenze negli esercizi ricettivi rispetto allo stesso periodo del 2020. Il dato però segna un calo del 38,4% se confrontato con il 2019. Ma l’elemento più interessante sono le cifre relative al periodo luglio-settembre: durante l’estate la ripresa si è fatta più marcata (+31% sul 2020) e il gap con il pre-pandemia si è ridotto (-14%). Nel complesso, i viaggi dei residenti per motivi di lavoro sono stati 1,5 milioni, mentre quelli per vacanza sono stati 18 milioni. Tra i Paesi che mostrano il maggiore decremento di pernottamenti: Malta (-65,4%), Lettonia (-58,7%), Ungheria (-57,8%) e Portogallo (-56,2%). A seguire la Spagna che, con un calo del 54,6%, perde la prima posizione nella graduatoria europea per numero di presenze e cede il passo all’Italia, in prima posizione nel 2021, e alla Germania, in seconda posizione. La componente estera, ha segnato un incremento del 40,3% rispetto ai primi 9 mesi del 2020. La nota dolente è rappresentata dalla stagione invernale 2021, che ha fatto aprire l’anno con un turismo sostanzialmente azzerato. Il primo trimestre segna infatti un -81,7% negli adivi e un -79,7% per le presenze, sempre rispetto al 2019. Numeri, come si è visto, destinati a migliorare con il proseguimento dell’anno. Altro dato rilevante, la durata delle vacanze: durante il periodo estivo infatti i soggiorni lunghi sono tornati ai livelli di due anni prima. Ma Federalberghi non ci sta e col suo presidente Bernabò Bocca precisa che i tratta di un primato fittizio a fronte di una realtà in cui il mercato è ben lontano dai livelli del 2019.

 CAPITALE DELLA CULTURA 2024. TERMINI RINVIATI   Riguardo alle procedure per la Capitale della Cultura 2024, il  termine per l’esame delle candidature pervenute e la selezione dei dieci progetti finalisti da parte della giuria è aggiornato al 1° febbraio 2022. Di conseguenza, i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni responsabili dei progetti finalisti verranno convocati dalla giuria per le audizioni entro il 15 marzo 2022. La giuria raccomanderà al ministro della Cultura la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di “Capitale italiana della Cultura” per il 2024 entro il 29 marzo 2022.

IMPRESE TURISTICHE. CONTRIBUTI  DAL 21 FEBBRAIO Entro il prossimo 21 Febbraio sarà operativa la piattaforma per la presentazione delle istanze telematiche da parte delle imprese del settore turistico che vogliono accedere ai contributi a fondo perduto. le imprese potranno registrare il profilo e presentare l’istanza entro i 30 giorni successivi all’apertura della piattaforma. Gli incentivi previsti dall’art. 1 del decreto legge n. 152/2021 sono rivolti alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica, alle strutture ricettive all’aria aperta, e poi ancora alle imprese del comparto ricreativo, fieristico e congressuale compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici. L’incentivo è riconosciuto nella forma del credito d’imposta fino all’80% delle spese ammissibili sostenute per gli interventi realizzate a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, ma anche per quelli avviati dopo il 1 febbraio 2020 e non ancora conclusi, a condizione che le relative spese siano sostenute a partire dal 7 novembre 2021.

IMMOBILI  STATALI  DESTINATI  ALLA CULTURA  L’Agenzia del Demanio ha pubblicato sul proprio sito web il bando per assegnare in concessione a privati, immobili pubblici di proprietà statale da destinare ad attività culturali. I concessionari avranno la disponibilità del bene per 50 anni e dovranno farsi carico del loro recupero, riuso, gestione e valorizzazione. Si tratta di beni di proprietà dello Stato, non utilizzati per usi istituzionali che potranno essere avviati ad una valorizzazione economica, sociale, culturale, turistica, assicurandone la fruizione pubblica, sottraendoli al degrado e aprendoli al pubblico. Sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e rappresentano un ventaglio variegato di tipologie del patrimonio immobiliare pubblico di valore storico e identitario, tutti strettamente legati ai contesti paesaggistici e urbani, al tessuto socio-culturale e alle comunità locali di riferimento Sono 22 i beni demaniali, oggetto dei bandi, da destinare a svariati usi e attività riguardanti arte, spettacolo, didattica, ricerca, formazione, tempo libero, eventi, sport, cura e benessere, ristorazione, enogastronomia, poli culturali e di incontro per le comunità del territorio e attrattori turistici. Sono dislocati nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto,  Lombardia, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia. Possono partecipare al bando: persone fisiche, imprese individuali, società commerciali, società cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi. Le candidature, anche più di una per partecipante, dovranno essere presentate entro le ore 12 del 19 maggio 2022.

BALNEARI  ANCORA IN STAND-BY  I balneari ancora restano in attesa di vedere il cosiddetto testo condiviso come si era concordato nel tavolo di lavoro di inizio gennaio istituito dal ministro Garavaglia.  L’idea era quella di arrivare a una intesa entro metà gennaio. Difficile però che si traduca in norme prima della scelta del nuovo presidente della Repubblica. Anche perché, prima di allora, ci sarà giusto il tempo di approvare il decreto di fine novembre che ha introdotto il Super green pass: le norme nel frattempo sono già profondamente cambiate, con gli ultimi tre decreti Covid, varati tra Natale e la Befana, che estendono il cosiddetto 2G a quasi tutte le attività e introducono l’obbligo vaccinale. Inoltre dovrebbe arrivare anche un novo decreto con i ristori e ci sarà da esaminare, dopo la decisione sul dopo Mattarella, anche il decreto Milleproroghe. E intanto la stagione balneare non è poi così lontana.     

 VIAGGI. LE NOVITA’ 2022  Guai a fermarsi. I Tour Operators tengono duro e annunciano le novità di programmazione con l’apertura delle vendite per i prossimi mesi. Il Gruppo Nicolaus mette in campo oltre 500 prodotti e 20 strutture flagship di destinazione, i “Paradise & Friend”, distribuite tra Spagna, Tunisia, Marocco, Croazia, Grecia, Turchia, Israele, Mar Rosso, Egitto Classico, Emirati Arabi, Africa Orientale, Oceano Indiano ed Estremo Oriente. Recente l’apertura delle vendite del Mare Italia.  Futura Vacanze lancia sul mercato l’intera programmazione: oltre ai villaggi Futura Club, sono già prenotabili anche i marchi Futura Style e Futura Selected.  Da parte sua Boscolo  presenta una monografia dedicata alla Spagna fra cultura e natura, nella quale spiccano le proposte per le Canarie: tre tour alla scoperta delle isole con le prime partenze organizzate già in febbraio. Utat Viaggi annuncia l’uscita online del nuovo catalogo Stati Uniti e Canada 2022, valido da aprile a ottobre. Dal canto suo Mappamondo, insieme a Robintur e Dubai Tourism, rilancia una destinazione sempre molto amata dagli italiani, programmata con la speciale promozione ‘Dubai voglia di meraviglia’. Il tour operator Kel 12 annuncia una serie di viaggi in quattro Paesi che hanno riaperto i confini agli italiani: Argentina, Cile, Perù e Colombia.

 

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