Turismo d’Italia

di VINCENZO CENITI-

BANCA D’ITALIA. BENE IL 2021 GRAZIE AL TURISMO  Pil 2021 in aumento del 6,6% rispetto all’anno precedente grazie anche al  turismo. Lo dice e lo scrive la Banca d’Italia nell’annuale relazione sull’andamento dell’economia italiana. I flussi turistici sono nettamente saliti a partire dai mesi estivi, pur restando più bassi di oltre il 20% rispetto a quelli precedenti la pandemia. Le esportazioni di servizi, pur in significativa espansione grazie al recupero delle entrate turistiche, restano invece ancora al di sotto dei valori antecedenti lo scoppio della pandemia. Sostenute a partire dai mesi estivi dal recupero delle entrate turistiche, si sono espanse in misura pronunciata (14,3%), pur restando ancora di oltre un quinto sotto il livello del 2019. Sono aumentate inoltre le vendite di servizi di trasporto, grazie al recupero dei flussi di merci e di passeggeri; si sono ampliate, in misura più contenuta, anche quelle di servizi alle imprese. Il turismo ha beneficiato della ripresa delle entrate internazionali, in particolare dei viaggiatori europei, a partire dall’estate, ma resta ancora appena la metà di quello pre-pandemia. Tra i 100 traguardi per il 2022, la maggior parte dei risultati da raggiungere riguarda le missioni relative alla digitalizzazione e alla transizione ecologica, che assorbono il 52% delle risorse complessive del Pnrr. Gli interventi previsti per l’anno in corso interessano diversi ambiti, fra i quali anche il miglioramento dell’attrattività dei centri turistici e dei luoghi di cultura. Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha precisato che il Pnrr non esaurisce il novero degli interventi necessari né l’impegno finanziario del Paese: vi si aggiungono importanti riforme da attuare, come quella della tassazione, e risorse che il bilancio nazionale destina a programmi di spesa con obiettivi affini. ”Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha aggiunto – offre la possibilità di colmare in tempi non lunghi parte dei ritardi accumulati, ma questo richiede un impegno notevole per assicurare il rispetto delle scadenze concordate”. L’economia italiana è, con quella tedesca, tra le più colpite dall’aumento del prezzo del gas, per la quota elevata di importazioni dalla Russia e per la rilevanza dell’industria manifatturiera, che ne fa ampio uso. Se la guerra dovesse sfociare in interruzione delle forniture di gas russo, il Pil potrebbe ridursi di 2 punti in media nel biennio e il tasso di crescita si ridurrebbe a -0,3% nel 2022 e a -0,5% nel 2023. Inflazione a +0,9% sul mese e +6,9% sull’anno al livello di marzo 1986. L’aumento dei prezzi delle materie prime importate è una tassa ineludibile per il Paese” .

 

COVID. VIA LIBERA   E’ utile ricordare che da giugno non è  più necessario presentare il Green pass per volare in Europa. Scade, infatti, l’ordinanza del ministero della Salute che lo scorso 28 aprile aveva prolungato fino al 31 maggio l’obbligo della certificazione verde per l’ingresso in Italia, sia per i turisti che per gli italiani stessi.. Il Green pass resta obbligatorio, almeno fino al 31 dicembre per il personale medico e del comparto sanità, per cui vale l’obbligo di vaccinazione pena la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. No mascherine al chiuso (cinema, teatri, mezzi di trasporto) dal 15 giugno fatta salva una eventuale proroga. Le mascherine continueranno ad esserci a scuola per tutto l’anno scolastico compresi gli esami di terza media e maturità anche se da più parti è arrivata la richiesta di esonerare dall’obbligo gli studenti che affrontano le prove l’esame. Sempre il 15 giugno  verrà meno anche l’obbligo vaccinale per gli over 50, forze dell’ordine e lavoratori delle scuole. Il 31 agosto scade il provvedimento che regolava lo smart working per i lavoratori del settore privato, mentre il 31 dicembre scadrà l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e i lavoratori di ospedali e Rsa .

ESTATE IN TRENO  Il pacchetto estivo – presentato nei giorni scorsi dall’amministratore delegata di Trenitalia Luigi Corradi –  prevede: oltre 240 Frecce al giorno, con 23 nuove fermate nelle località turistiche; 124 Intercity con 75 nuove fermate, e 6.800 collegamenti regionali con la conferma anche dei collegamenti ‘Link’ (treno + autobus o treno + nave). Aumentano anche i collegamenti per l’estero, con il Frecciarossa Milano-Parigi e Parigi-Lione, e con gli Eurocity e gli Euronight per la Svizzera, l’Austria e la Germania. Visto il successo del Frecciarossa 1000 che collega Milano a Parigi in sei ore, con un riempimento dell’80%, il treno super raggiungerà dal prossimo novembre  anche la Spagna con collegamenti a Madrid e Barcellona. L’obiettivo è quello di creare la “Metropolitana d’Europa” in collaborazione con Austria e Germania. Riguardo ai prezzi, Corradi ha precisato  che il viaggio in treno (conveniente, multimodale e sostenibile) costa circa il 10% in meno rispetto agli anni del Covid.

TURISMO  ONLINE A FIRENZE    Bto (Be Travel Online) di Firenze ritorna in presenza dopo due anni di stop nel consueto scenario della Leopolda il 29 e 30 novembre 2022. Tema centrale di quest’anno sarà il Metatourism (neologismo ad indicare le potenzialità virtuali, creative e di investimento del settore) . La tecnologia ci induce a cambiare varie modalità di approccio al viaggio: pagamenti, ricerca di info, rapporto con i luoghi, concetto di ospitalità. pubblicità, comunicazione. Partendo dalle principali problematiche del settore verranno costruiti panel e percorsi formativi che restituiscano sia la necessaria visione, sia strumenti concreti per affrontarle. Confermati i quattro Topic di Bto rispetto ai quali verrà declinato il tema ‘Metatourism’: Hospitality, Food and Wine, Digital Innovation and Strategy, Destination. Scopo di Bto è raggiungere quel dettaglio che serve a tutti gli operatori della complessa filiera, dall’albergatore, al destination manager, al ristoratore. Altra importante novità: da oggi tutti i video di Bto 2021 sono visibili in modalità open nella pagina Rewind sul sito ufficiale della manifestazione https://www.bto.travel/programma/

CONTRIBUTO  DI  ACCESSO PER VENEZIA  Si chiamerà così il pedaggio che verrà applicato dal 16 gennaio 2023. Mira a disciplinare la pressante domanda turistica che attanaglia la città lagunare. La parola s’ordine è “pagamento” per i turisti, ma con facilitazioni e sconti per chi sceglie di stare più giorni, e soprattutto per chi prenoterà la propria visita.  L’idea è quella di facilitare il turismo di qualità e scoraggiare quello del mordi e fuggi che, con la fine del lockdown, ha ripreso ad assalire le calli e i campielli. Per il momento   nessun ticket. Se ne riparlerà il prossimo anno. Il “contributo di accesso” verrà pagato dal ‘vettore’, ossia dalla compagnia di trasporto (bus, aereo, treno o nave) in convenzione con il Comune, o dal singolo all’arrivo al terminal, terrestre o acqueo. Tre le tariffe, da 3, 8 o 10 euro a seconda dei ‘bollini’ – verde, rosso o nero – con cui viene contrassegnata la giornata riguardo alle previsioni di affollamento.  Per gli sconti – oltre alle esenzioni per chi è residente, vive, studia o lavora in città –  alle navi da crociera si applicherà una tariffa unica di 7 euro, mentre una riduzione del 50% andrà a chi soggiorna in una struttura nel territorio della regione Veneto. .

CARENZA DI  PERSONALE  COLPA DEL REDDITO GRATIS? Manca il personale negli hotel e dei ristoranti?  Retribuzioni troppo basse in rapporto alle ore di lavoro e all’impegno giornaliero? Non è così semplice dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che ammette “Non è solo colpa del reddito di cittadinanza, ma è chiaro che il sussidio dei Cinquestelle è un disincentivo al lavoro”. Prosegue e sostiene  che la carenza di personale nel settore del turismo dipende da un insieme di fattori oltre che dal sussidio governativo. “Il sommerso incide: ai percettori del reddito di cittadinanza o della Naspi basta fare qualche lavoretto in nero per riuscire ad arrivare a fine mese. Servono più controlli”. Inoltre, “in questi due anni di crisi molti lavoratori del nostro settore si sono ‘reinventati’. In tanti hanno approfittato dei concorsi per entrare nel settore pubblico, dove avevano la sicurezza dello stipendio. Magari hanno anche accettato di guadagnare in meno pur di avere più garanzie”. Secondo Bocca la paga media di 1300 euro mensili nette. per un cameriere prima del redito di cittadinanza avrebbe fatto gola a tutti” .  L’ultima proposta viene dal ministro Garavaglia. “In Italia – ha detto –  siamo al paradosso: c’è il 9% di disoccupazione, ma le imprese turistiche non trovano 300mila stagionali per la prossima estate. Le persone preferiscono non rischiare di perdere il sussidio. Ho proposto di dimezzare il reddito di cittadinanza se si fa un lavoro stagionale, non perderlo del tutto, così non ci sono più scuse”.

IL POTENZIALE DELL’ITALIA CENTRALE  Le macroregioni tornano di attualità in questa stagione post Covid  e di Pnrr in cui si sostiene la necessità di valutare soluzioni politiche di ampio respiro per “ristrutturare” il Paese. Se ne parla negli ambienti della regione Lazio dove il vice presidente della Giunta Daniele Leodori guarda con favore ad una “macro” dell’Italia centrale in vista anche dei grandi appuntamenti del Giubileo e della candidatura di Expo 2030. Si auspica una forte collaborazione tra i vari enti a partire dai Comuni. Lo sguardo cade sui confinanti: Abruzzo, Marche, Umbria e Toscana (anche Campania aggiungiamo noi) .Con alcune di esse già sono a regime  intese concrete non solo in campo turistico e culturale. Si consideri che nel Lazio gli investimenti del Pnrr sfiorano i 20 miliardi di euro da destinate soprattutto alle infrastrutture che coinvolgono le regioni limitrofe. Pensiamo solo alle intermodalità del porto di Civitavecchia con il centro Italia e al collegamento Tirreno-Adriatico.  Sulla stessa linea Mauro Miccio Commissario straordinario per le Zone Economiche Speciali (Zes) dell’Abruzzo che rimarca i legami socio-economici tra Lazio ed Abruzzo. Una macro regione in tal senso arrecherebbe vantaggi sul piano fiscale e su quello della semplificazione delle procedure. Senza contare i vantaggi per gli aeroporti minori di Ancona, Pescara e Perugia che  si troverebbero ad operare  in stretta sinergia con Fiumicino.

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