Il Centro studi Sogeea fa il punto sulle aste immobiliari

ROMA –  Il numero delle strutture turistico-ricettive all’asta in Italia è diminuito del 7,7% in sei mesi: le procedure che riguardano alberghi, bed & breakfast, motel, campeggi e simili sono infatti 179, a fronte delle 194 rilevate all’inizio di gennaio. È quanto emerge dal rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea.

Poco più di un quarto degli immobili oggetto dell’analisi è localizzato sulle Isole: 25 in Sardegna, la regione italiana che presenta il maggior numero di strutture in vendita, e 21 in Sicilia. In mezzo si colloca la Toscana (22), mentre a seguire troviamo Lazio (19), Campania (16), Abruzzo (10). Una sola regione non entra in questa classifica, la Calabria, che non ha procedure di aste giudiziarie in corso. A livello di province, invece, comanda Sassari (11) davanti a Roma, Salerno (10 per entrambe) e Perugia (9).

“Si tratta di un importante segnale di inversione di tendenza rispetto a gennaio, quando era stato registrato un incremento addirittura del 23% in confronto a luglio 2015 – spiega l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro studi -. Come riscontrato nel comparto residenziale, il calo maggiore si è avuto nel Nord della Penisola: le strutture turistico-ricettive all’asta sono passate da 56 a 36, con una diminuzione del 35,7%. L’incremento più significativo, come nel caso delle abitazioni, è rintracciabile nel Mezzogiorno con un +15% rispetto a inizio anno. Va sottolineato come la concentrazione di immobili in vendita in Sardegna e Sicilia testimoni le notevoli difficoltà in cui versano due dei territori più attrattivi del nostro Paese dal punto di vista turistico.

Ma è l’Italia meridionale nel suo complesso a dimostrare maggiori difficoltà nel tirarsi fuori dalle secche della crisi anche a livello imprenditoriale, probabilmente complice un sistema di accesso al credito più farraginoso e penalizzante. Tra l’altro, per l’ennesima volta, a pagare dazio sono soprattutto le aziende medio-piccole: quasi il 55% delle aste riguarda infatti strutture comprese nella fascia di prezzo fino a un milione di euro, quindi di valore non particolarmente elevato.

Di contro, per chi vuole investire c’è la possibilità di fare operazioni interessanti, a patto di seguire alcune regole. Chi compra deve avere sempre chiaro se in vendita sia stata messa la struttura insieme all’attività di gestione e, nel caso, se sia possibile avanzare offerte anche solo per uno dei due asset in questione. È altresì importante comprendere a fondo quali vincoli e oneri verranno cancellati e quali invece rimarranno a carico dell’acquirente, calcolare i tempi dell’effettiva disponibilità della struttura, informarsi sulle potenzialità del contesto ambientale in cui essa è inserita, avere piena contezza delle eventuali spese arretrate accumulate e delle imposte che graveranno sull’immobile”.

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