Ue, Azzolini: “L’Europa si comporti come una famiglia, ascolti l’Italia”

ROMA – «Il “me ne frego” di Junker alle richieste italiane è una ferita per la grande casa dell’Unione europea. Come in tutte le famiglie ci possono essere dei momenti di incomprensione. Ora però Renzi risponda da vero statista: non con la stessa arroganza, ma con la volontà di conciliare, perché i cittadini che oggi soffrono per il terremoto o i rifugiati che chiedono aiuto, componenti del nucleo familiare chiamato Italia, non siano lasciati soli».

Così dichiara Fabrizio Azzolini, presidente della Associazione Nazionale Genitori Insieme, in merito al duro botta e risposta fra il premier italiano e il presidente della Commissione, Jean Claude Junker, sulla possibilità per l’Italia di sforare il patto di stabilità, al fine di destinare le risorse per la ricostruzione nelle zone terremotate e l’accoglienza dei migranti.

«Fa bene Renzi – prosegue Azzolini – a chiedere di privilegiare, anziché la fredda burocrazia, la costruzione e la ristrutturazione delle nostre scuole per renderle antisismiche e sicure per i nostri figli. L’Europa non può solamente essere la reprimenda delle economie degli Stati membri. Ma come in una famiglia, l’Unione deve essere la coordinatrice delle esigenze e priorità di ciascun componente. L’Italia oggi  – aggiunge il presidente – ha la priorità dell’accoglienza e l’inserimento dei profughi e del terremoto che ha distrutto un quarto dell’Italia. Ė quindi necessario che l’Unione ascolti e condivida le sue decisioni. Le basi dell’Europa unita risalgono a oltre 60 anni fa. Essere stati per così tanto tempo insieme significa capire le reciproche problematiche e soccorrere chi è in difficoltà. Non sbandierando il soccorso ma effettuarlo in silenzio come dovrebbe fare una famiglia con i suoi partecipanti. Questa è coscienza sociale che non dovremmo mai dimenticare invece di voler apparire l’uno più forte dell’altro».

«Ai responsabili dell’Europa chiediamo dunque di comportarsi da veri statisti, intesi come coloro che operano per il bene degli amministrati, che non si guardano mai alle spalle per essere rieletti o meno. Al Governo italiano, invece – conclude Azzolini -, di continuare a pretendere attenzione e di accettare  la nostra disponibilità a collaborare per gettare le basi della ricostruzione delle strutture scolastiche nelle aree terremotate».

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