BRUXELLES – Nel cuore di Bruxelles, la sessione di alto livello “Promuovere regioni dinamiche e resilienti: dialogo aperto per garantire un effettivo diritto di soggiorno” ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e di diverse regioni dell’Unione per riflettere su come rendere i territori europei luoghi capaci di affrontare le sfide demografiche del futuro. Accanto al vicepresidente esecutivo della Commissione europea
per la Coesione, Raffaele Fitto, è intervenuta Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata della Commissione per lo sviluppo regionale. Sberna ha richiamato con forza il valore delle radici e dell’appartenenza: “Sono le radici a dare significato alla nostra vita: ci
legano alle famiglie, alle comunità, ai luoghi in cui la nostra storia ha avuto inizio”, ha dichiarato, sottolineando come il diritto a restare nei propri territori non possa basarsi solo sull’affetto per la propria terra, ma su condizioni concrete di vita, lavoro e servizi efficienti. E ha aggiunto: “Il nostro compito, come istituzioni, è fare in modo che ogni regione d’Europa diventi un luogo dove restare non sia una rinuncia, ma una scelta. Una scelta di fiducia, di identità e d’amore per la propria terra. Il diritto di restare sia riconosciuto come un nuovo diritto sociale europeo: il diritto a vivere, lavorare e crescere dove affondano le proprie radici.” In questa prospettiva, la politica di coesione assume un ruolo decisivo, diventando un ponte tra le esigenze dei cittadini, i valori europei e le azioni delle amministrazioni. “La politica di coesione può essere la chiave per tradurre i desideri delle persone in realtà. Il nostro lavoro deve creare un legame solido tra i cittadini e le amministrazioni”, ha concluso Sberna.








