Ufficio stampa del Comune, il sindaco Bigiotti replica alla minoranza: “Una ridicola demagogia su una questione inesistente”

bagnoregioRidicola, demagogica e, soprattutto, fondata su cifre clamorosamente e colpevolmente sbagliate”. Così il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti, descrive la polemica alimentata nei giorni scorsi dalla minoranza, riferita alla delibera che regola la collaborazione della società A-Square con l’amministrazione, per un periodo di otto mesi, per quanto riguarda la comunicazione istituzionale dell’Ente.

Premesso che il costo mensile dell’accordo è di 204 euro, e non di 416, come falsamente hanno dichiarato i signori della minoranza, ciò che fa rabbrividire, in questa vicenda, è la quantità industriale di demagogia che costoro hanno usato, per montare un caso su una questione inesistente, ricorrendo pure alla distorsione della realtà, cosa, per altro, che fanno spesso – prosegue il sindaco – ma la cosa più vergognosa, che da sola dà la cifra di questi presunti paladini della morale pubblica, è che, sfruttando le difficoltà oggettive di tanti nostri concittadini, si vuole gettare fango su un’amministrazione che si è impegna da anni, cifre alla mano, per dare un sollievo a chi ne ha bisogno. Tra l’altro, visto che nel delirante comunicato l’opposizione si prende la briga di citare altri Comuni come esempio di virtù, per inciso incorrendo in un altro marchiano errore, spieghino pure i suoi autorevolissimi esponenti quante sono le amministrazioni che non hanno aumentato le tasse comunali in questi anni difficili o, magari, le hanno pure in qualche caso ridotte, come noi abbiamo fatto. Noi riteniamo che sono queste le misure che aiutano i cittadini, che certamente poco beneficio possono trarre da cento euro e pochi spicci al mese spesi per la comunicazione. Quanto all’ardore con cui questi novelli censori si avventano sul nulla (a proposito, se la capacità amministrativa di costoro

è pari a quella di far di conto, c’è da stare allegri), meglio farebbero a dedicarlo altrove, magari risalendo agli itinerari immaginari di missioni false che qualcuno, con cui hanno consuetudine di frequentazione, potrebbe meglio chiarirci, o interrogandosi sulle fortunate sorti che le selezioni pubbliche possono riservare ad altri della combriccola, se si ha il foglio giusto”.

   

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