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Uil scuola Lazio, Somigli: “Il sistema reclutamento docenti è fallimentare”

VITERBO- “Il sistema di reclutamento dei docenti è fallimentare, è tempo di mettere ordine e azzerare il numero dei precari”. A dirlo è la segretaria generale della Uil scuola Viterbo Silvia Somigli.

“Dobbiamo partire dalla realtà – sottolinea Somigli -, non da una burocrazia cieca”.
“Il reclutamento docenti, concorsi e graduatorie – spiega Somigli -, negli ultimi otto anni, a fronte di 530.965 posti autorizzati per le immissioni in ruolo, ha concretizzato solo 261.939 assunzioni pari al 49%. Un sistema che non ha innanzitutto permesso a migliaia di docenti idonei di essere assunti sui posti autorizzati e rimasti disponibili dopo l’esaurimento delle graduatorie dei vincitori”.

“A dimostrare il fallimento – prosegue Somigli – il fatto che in 10 anni il precariato è triplicato. Bisogna innanzitutto valorizzare le esperienze, azzerare i precari e poi pensare alle procedure concursuali. Inutile continuare a bandire concorsi quando le graduatorie dei precedenti sono piene di docenti idonei. È inutile bandire concorsi su concorsi quando ci sono graduatorie degli stessi del 2020, ordinario, straordinario, e del 2023 che sono piene di idonei”.

“Prima di bandire concorsi – aggiunge poi Somigli – si devono sistemare coloro i quali che sono già risultati idonei di precedenti concorsi perché quei docenti sono delle persone che, comunque, continuano a fare, in tantissimi casi, delle supplenze, per cui se sono idonei e si continua a utilizzarli all’interno delle scuole per coprire i buchi delle supplenze, evidentemente quelle persone vanno rispettate. A quelle persone deve essere valorizzata l’esperienza, rendendo quelle graduatorie a esaurimento e quindi attingendo dalle graduatorie degli idonei. E poi pensare a bandire i concorsi sulle classi concorso che risultano essere sguarnite di persone in graduatoria”.

“La proposta del sindacato è chiara – conclude Somigli -. Dobbiamo partire dalla realtà, non da una burocrazia cieca. E la realtà ci dice che ci sono docenti che da otto, dieci anni portano avanti la scuola, senza mai essere stabilizzati. Il rispetto parte anche da loro”.

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