VITERBO – “Il 60% dello stipendio di un docente neoassunto a Viterbo rischia di finire tutto per l’affitto di casa”. A dichiararlo è la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli.
“È necessario – prosegue Somigli – favorire l’equilibrio tra il lavoro svolto e le condizioni di vita”.
“Un docente neoassunto – spiega Somigli – percepisce circa 1.350 euro netti al mese: una cifra che, a Viterbo, per quanto riguarda gli affitti, per una casa di 100 mq a 800 euro al mese, risulterebbe assorbita per il 60% dal canone dell’appartamento appartamento. Anche chi può contare su una carriera ventennale, con uno stipendio che si aggira attorno ai 1.700 euro netti, si trova a destinare oltre il 47% per cento del proprio reddito all’affitto. In altre parole, il lavoro di settimane si riduce a coprire il tetto sopra la testa, lasciando poco per vivere”.
“Una problematica questa – sottolinea Somigli – che deve diventare un punto all’ordine del giorno dell’agenda politica delle istituzioni. Considerando anche il fatto che diversi docenti neoassunti hanno anche famiglia e non di rado monoreddito”.
“Se la scuola è la prima agenzia formativa del paese, e lo è – conclude Somigli –, prendendosi cura dei figli di tutte le famiglie, bisogna allora garantire ai docenti migliori condizioni di vita, a partire appunto dagli affitti”.






