Ultime da Bassano. Ex discarica comunale: la Provincia diffida il sindaco Bettucci. Cementificio: l’assessore Pierallini lancia proposte sulla stampa all’Università Agraria

Bassano Romano non è il centro del mondo, ma un Comune pieno di ombre e di mala-politica. Dunque è un Comune-simbolo, di paesi del genere ce ne sono moltissimi in Italia, parecchi anche nel viterbese, ma non tutte le “magagne” vengono ugualmente “attenzionate” da giornalisti e cittadini stufi del malaffare.
arpa2L’attuale situazione amministrativa bassanese richiede grande attenzione, da parte di tutti. Le ultimissime notizie sono relative a due situazioni distinte, ma accomunate dall’esigenza di tutelare l’ambiente, una sull’ex discarica comunale, l’altra riguarda il progetto della Tuscia Prefabbricati di un impianto di recupero rifiuti: parliamo di un’ordinanza della Provincia di Viterbo del 9 dicembre 2013 con cui si diffida il sindaco Bettucci per non aver dato risposta alcuna ad una richiesta ufficiale dell’ente guidato da Meroi datata 21 luglio 2009 sulla situazione dell’ex discarica in loclità Prato Cecco e di un articolo dell’assessore all’Ambiente e alla Cultura di Bassano Ugo Pierallini sulla Gazzetta Bassanese dove l’amministratore pubblico invita l’Università Agraria ad acquistare il terreno (di uso civico) dove “dovrebbe sorgere l’impianto” di recupero rifiuti nell’ex cementificio.

Andiamo con ordine. Questa è l’ordinanza-diffida con cui il responsabile tecnico del settore VIII, Ambiente, Tutela suolo aria e acqua ed Energia, l’ingegner Flaminia Tosini, ha bacchettato il primo cittadino Angela Bettucci (Pd) nienteRiscontro per aver semplicemente trascurato una legittima richiesta da parte della Provincia sulla situazione della ex discarica comunale in località Prato Cecco:
“Premesso che il Corpo Forestale dello Stato – Comando Stazione di Oriolo Romano con nota acquisita al prot. 47880 del 29.06.09, ha comunicato alla Provincia di Viterbo che su una superficie di circa 7000 metri quadrati (fg.10 part.lla 141) loc. Prato Cecco nel Comune di Bassano Romano erano riaffiorati in superficie rifiuti di vario genere, ipotizzando quindi una ex discarica comunale mai bonificata;
Premesso che la Provincia di Viterbo con nota prot. 52312 del 21.07.09 ha chiesto al Sindaco del Comune di Bassano Romano di avere notizie in merito ai sensi dell’art. 244 del D.Lgs.152/06 con ss.mm.ii.
Premesso che il Comune di Bassano Romano non ha, alla data odierna dato riscontro alla suddetta nota.
Premesso che la scrivente, con autorizzazioni n.60/ENERG del 24.06.11 e 08/241/G del 20.03.12, ai sensi dell’art.12 del D.Lgs.387, ha rilasciato sul medesimo sito l’autorizzazione alla Società Bassano Natura per la costruzione di un impianto fotovoltaico con una potenza di picco pari a 0,197 MW;
premessePremesso che la scrivente in data 10.05.13 ha effettuato sul sito un sopralluogo acquisendo e richiedendo ulteriore documentazione e nello specifico ha accertato :
¨ che il Comune di Bassano Romano con nota prot.2076 del 29.02.12 ha attestato alla Bassano Natura che “l’area in questione è stata utilizzata nel passato come discarica di rifiuti solidi urbani a servizio del Comune di Bassano Romano”;
¨ che la Bassano Natura, su incarico dell’Università Agraria di Bassano Romano proprietaria del sito, ha provveduto a smaltire i rifiuti affioranti sul sito a seguito della costruzione dell’impianto fotovoltaico;
¨ che le Soc. Agri Service ed Agrisole, a seguito di autorizzazioni del Comune di Bassano Romano, hanno realizzato altri due impianti fotovoltaici sul sito;
¨ che la proprietà del sito è in capo all’Università Agraria di Bassano Romano che con separati atti ha concesso l’uso dell’area;
¨ che in data 28.02.13 si è proceduto ad un frazionamento della particella 141 in cinque nuove particelle 315-316-317-318-319;discarica-bassano2

Visto il D.Lgs. 3-4-2006 n. 152 “norme in materia ambientale” ed in particolare gli art. 242, 244 e 245, contenute nella parte IV, titolo V “Bonifica dei siti contaminati”;
Visto gli artt. 17 e 32 della L.R.27/98 con ss.mm.ii. sulla bonifica delle ex discariche comunali;
Visto l’art. 107 del D.Lgs. n.267 del 18.08.00;

La scrivente
DIFFIDA
la Sig.ra Angela Bettucci – Sindaco pro-tempore del Comune di Bassano Romano in qualità di responsabile della contaminazione:
 di provvedere, ai sensi dell’art. 244 del D.Lgs. 3-4-2006 n. 152 “norme in materia ambientale”, ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza, di bonifica e ripristino ambientale della ex discarica comunale sita in loc. Prato Cecco nel Comune di Bassano Romano ed individuata catastalmente al Foglio 10 particelle 315-316-317-318-319;
 di redigere e presentare alle Autorità competenti, ai sensi dell’ art. 242 comma 3 del D.Lgs. 3-4-2006 n. 152 “Norme in materia ambientale”, entro trenta giorni dalla notifica della presente diffida, il piano di caratterizzazione dei terreni sopra indicati con i requisiti di cui all’Allegato 2 alla parte quarta del suddetto Decreto Legislativo.
Suddetti interventi dovranno essere svolti secondo le specifiche riportate nella D.G.R. 451 del 01.07.08.IMG 5723rid

La scrivente
DISPONE LA NOTIFICA
ai sensi dell’art. 244 c.3 e 253 del d.lgs. 152/06 all’ Università Agraria di Bassano Romano in qualità di proprietaria del terreno sopra richiamato con obbligo di notifica alle società concessionarie che hanno realizzato gli impianti fotovoltaici suddetti;
DISPONE ALTRESI’
che copia della presente Ordinanza sia:
· Notificata al Sig. Sindaco del Comune di Bassano Romano in qualità di responsabile della potenziale contaminazione del sito;
· Notificata al Presidente dell’Università Agraria del Comune di Bassano Romano in qualità di proprietario del sito;
· Resa Pubblica tramite affissione all’Albo Pretorio on line della Provincia di Viterbo;
· Trasmessa al Prefetto di Viterbo, alla Procura della Repubblica, al Ministero dell’Ambiente e Territorio, alla Regione Lazio, all’ARPA Lazio sede di Viterbo, al S.I.P. dell’ASL di Viterbo, al Corpo Forestale dello Stato, alle Società Bassano Natura, Agrisole ed Agriservice.
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CHIARISCE CHE
trascorsi i trenta giorni previsti dalla presente ordinanza, se il Comune di Bassano Romano non provvederà, e non provvede l’Università Agraria del Comune di Bassano Romano potrà provvedere all’intervento sostitutivo la Regione Lazio come previsto dalla vigente normativa nazionale e regionale in materia di bonifica siti contaminati;

AVVERTE ALTRESI’
ai sensi dell’art. 3 comma 4 della L. 241/90 con le successive modifiche ed integrazioni che il presente provvedimento è impugnabile con ricorso giurisdizionale avanti al T.A.R. entro il termine di sessanta giorni decorrenti dalla notifica del presente atto”.

 

Vedremo nei prossimi giorni quale sarà l’atteggiamento dell’amministrazione bassanese che potrà inviare a redazione@tusciatimes.eu eventuali comunicati (repetita iuvant, ndr).img440

 

Questo, invece, è un estratto dell’articolo dell’assessore all’Ambiente di Bassano Pierallini pubblicato su La Gazzetta Bassanese nel numero di dicembre:
“Ultimamente una nuova questione […] si sta facendo largo nel dibattito interno al paese: parlo della lottizzazione che l’Università Agraria sta proponendo sui terreni di sua proprietà, sempre nella zona industriale.
Senza entrare ancora nel merito di quest’ultima questione, faccio una considerazione: l’Università Agraria ha aderito al ricorso presentato da privati cittadini e da associazioni contro l’ipotesi di realizzazione dell’impianto di recupero rifiuti. Questo denota contrarietà dell’amministrazione dell’Ente a quel progetto […].
Dall’altra parte, l’Università Agraria vorrebbe dare il via alla lottizzazione per la creazione di strutture che possano ospitare gli impianti per la prima lavorazione dei principali prodotti locali, olive e nocciole. Il costo dell’operazione – prosegue Pierallini – non sarebbe di poco conto, come anche l’impatto delle nuove strutture sul tanto discusso consumo di suolo. […] A questo punto la proposta è preso detta: perché l’Università Agraria, stante la sua notoria capacità economica, non si mette in concorrenza con la Tuscia Prefabbricati proponendosi alla Colacem per l’acquisto dell’area e delle relative strutture, rinunciando ad un nuovo piano di lottizzazione e cementificazione del territorio e riqualificando, con l’aiuto professionale dei tanti architetti e tecnici del paese, un impianto che così rientrerebbe pienamente nella vocazione agricola del nostro territorio, magari con ricadute positive sull’occupazione. Sarebbe la soluzione ideale sotto tutti i punti di vista e ne img441ridguadagneremmo tutti”.

 

La proposta è stata lanciata. Ora i cittadini attenderanno con grande trepidazione gli sviluppi di questa situazione. Nei prossimi giorni cercheremo di contattare sia il sindaco Bettucci che l’assessore Pierallini, ma soprattutto qualche dirigente dell’Università Agraria.

Saranno loro a spiegare all’opinione pubblica: 1) come l’amministrazione si comporterà nei confronti della diffida della Provincia di Viterbo sulla bonifica dell’ex discarica comunale e 2) se c’è unità d’intenti all’interno della stessa Giunta Bettucci sulla questione della riattivazione del cementificio tramite impianto di recupero rifiuti.

   

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