Un 2013 di lacrime e sangue: è questo il bilancio di fine anno che stilano i sindacati viterbesi

Un anno orribile, di lacrime e sangue, completamente negativo. Questo è il bilancio di fine anno stilato dai sindacati riguardo al 2013 che sta per terminare. Finalmente , diranno in molti, sperando in un 2014 migliore.. “E’ stato un anno di lacrime e sangue – dice il segretario provinciale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchettiturchetti-goancarlo – Nel Viterbese è stata incrementata la cassa integrazione del 36% su base annua rispetto al 2012. Nel settore produttivo dell’edilizia abbiamo complessivamente perso circa 2500 addetti dal 2009, ovvero il 50% della forza lavoro complessiva. E ciò non è poco, visto

che l’edilizia è il settore trainante del Viterbese. Queste sono le conseguenze di una gestione pubblica piuttosto negativa – incalza Turchetti – Come sindacato abbiamo spiegato che le uniche cose da fare sono la riduzione delle tasse e dare soldi ai lavoratori ed ai pensionati. Ma nessuno ci ascolta e si ripercorre la strada dei tagli”. Poi Turchetti si ferma su una evidente osservazione: “Sfido chiunque a dire che è diminuito il numero di un solo assessore in tutta Italia”. La situazione è, quindi, difficile per l’Italia ed anche per il Viterbese come spiega il sindacalista della Uil, che aggiunge: “Di fatto i lavoratori a novembre e dicembre sono coperti dalla cassa integrazione e forse saranno stanziati dal Governo dei fondi insufficienti, in grado di coprire al massimo altri 3-4 mesi di cassa integrazione. Abbiamo molta preoccupazione, nel Viterbese c’è una grossa perdita di posti di lavoro, ma pare che qui a nessuno freghi niente. I dati, purtroppo, sono questi. Si potrebbero, invece, ridistribuire i fondi, attraverso i bene confiscati dalla lotta all’evasione ed il taglio ai costi della politica. Viterbo rientra in una politica nazionale e sarà sempre peggio.. La cassa integrazione – continua Turchetti – sarà data ad un piano industriale di sviluppo, ma chi ha 2-3 dipendenti non può fare un piano di sviluppo e sarà costretto a licenziare.Questo è quello che ci troveremo di fronte per il futuro”.

Turchetti attacca duramente la politica definendola “un mondo sordo che continua nella riduzione dei servizi alla popolazione”. Un esempio l’Inail di Viterbo, che, spiega il sindacalista della Uil “ha subito un taglio lineare senza rispettare il territorio. “Andiamo a chiudere ad un’utenza fondamentale per quel distretto e tra l’altro non si paga nemmeno l’affitto perché l’immobile è dell’Inail. Qual è, quindi, il vantaggio della chiusura di questo istituto? Non ci si preoccupa per niente del territorio e questa è una cosa pazzesca!”

Dello stesso avviso la segretaria provinciale della Cgil di Viterbo, Miranda Perinelli,miranda-perinelli-2013 per la quale il bilancio del 2013 si chiude completamente in negativo. “Questo è il sesto anno di crisi ed è ancora più drammatica la situazione delle famiglie – prosegue Perinelli – Chiaramente anche le condizioni psicologiche sono peggiorate perché non c’è quello stato d’animo che ti pone a stare bene. La provincia di Viterbo rispecchia l’andamento generale dell’Italia. La disoccupazione è lievitata dal 13,7 al 14%, aumentano le aziende che chiudono e molti lavoratori sono in cassa integrazione. Non sappiamo, quindi, se ci sarà questa ripresa. Questa famosa luce in fondo al tunnel non vorremo che fosse quella del treno che ci viene addosso! Le banche hanno poi sempre più ristretto i cordoni per l’accesso al credito. Insomma, è un momento drammatico”.

La segretaria provinciale della Cgil pone in particolare l’attenzione sulla cassa integrazione in deroga che presenta altri 250 lavoratori nuovi che si aggiungono ai 2 mila. “Poi c’è la mobilità in deroga che riguarda altre mille persone, che è cessata ad ottobre.

La cassa integrazione in deroga è stata rifinanziata, ma il problema è che i lavoratori non vengono pagati. Tra l’altro ora l’Inps chiude per 15 giorni e, quindi, si accumulano ritardi su ritardi. La Regione dice che questi fondi ci sono, ma che è l’Inps che non li lavora. Del resto l’Inps è diventato un ufficio virtuale, si svolge tutto per via telematica.. Bisogna, quindi, capire se la responsabilità di questi ritardi sia effettivamente dell’Inps”.

Perinelli poi punta l’indice sull’aumento del lavoro nero e quello precario con contratti a 3 euro l’ora. “Siamo in una condizione grave e la gente si adatta a quello che può fare – precisa la sindacalista della Cgil – in più vengono consegnate in questo mese le cartelle esattoriali e per parecchi non c’è la tredicesima”.

Un discorso a parte, poi, per Miranda Perinelli merita il distretto di Civita Castellana: “E’ una tragedia sulla tragedia – sbotta la sindacalista – Prima c’era un’industria molto fiorente. Adesso si stanno prosciugando una serie di situazioni, tanto che su 70 aziende del 2008 sono sopravvissute solo 35. Prima della crisi i lavoratori del distretto erano 3500, ora sono 2300 di cui 1300 in cassa integrazione. 1200 sono stati licenziati. Noi abbiamo proposto delle soluzioni per risanare la situazione, ma ci devono credere anche le aziende. Stiamo sollecitando sull’internazionalizzazione per mettersi sul mercato in maniera competitiva. Bisogna poi puntare sulla qualità. C’è poi il discorso del risparmio energetico con fondi europei che potrebbero essere utilizzati proprio per questo settore.

Insomma – conclude Perinelli – c’è bisogno di riprendere in mano le redini per non mandare tutto allo sfascio. C’è poi la necessità della defiscalizzazione del lavoro. Il 45% sono tasse e la legge di stabilità non risolve il problema. E’ un segnale, ma non è risolutiva, né dà risposte ai problemi che la gente sta vivendo. I nostri politici hanno il compito di far risalire l’economia del nostro Paese e lo possono fare puntando in primo luogo sul lavoro. Se dai lavoro alla gente si rimette in moto l’economia. La politica di austerità ha, invece, ammazzato le persone”.

C’ è poi l’altro settore importante per il Viterbese che è quello dell’edilizia. “Qui abbiamo perso 3 mila lavoratori in breve tempo – informa Perinelli – Le cose da fare sono, quindi, tante. Bisogna rimboccarsi le maniche ognuno per il ruolo che svolge e reinventarsi tutto ciò che è possibile. La Regione Lazio – incalza Perinelli – si deve far carico di questo problema. Non parliamo poi della sanità sia pubblica che privata: sappiamo tutti in che condizioni ci troviamo”.

Anche per il sindacalista della Cisl Fp, Fortunato Mannino “l’anno 2013 è stato il più brutto dal 2009 ad oggi”. FORTUNATO-MANNINO“Sono emerse tutte le crepe del tessuto sociale – ha spiegato Mannino – con un forte uso della cassa integrazione in deroga e la forte espulsione di forze di lavoro. La politica non è stata in grado di tamponare tutto ciò, anzi c’è stato uno scollamento della politica con le reali necessità dei cittadini. Stiamo aspettando – prosegue Mannino – che vengano messi in pratica tutti i buoni propositi enunciati da parte dei nostri amministratori locali e regionali, a partire dal tanto decantato termalismo. Le ex terme Inps potrebbero essere un viatico per il rilancio dell’economia ed andrebbero ad implementare le terme dei Papi”. Mannino, quindi, incita il sindaco a mettere in piedi fin da subito un tavolo istituzionale per rilanciare questo sito, che potrebbe fare da volano di sviluppo per le stesse Terme dei Papi “che sono fuori dal mercato – puntualizza Mannino – perché non hanno la ricettività”.

“Mi auguro- prosegue il sindacalista della Cisl – che l’assessore Delli Iaconi, molto sensibile al tema del termalismo, possa mettere insieme partner economici per questo sito”.

Altro ruolo fondamentale per lo sviluppo della Tuscia è poi la Trasversale, che permetterebbe di collegare  Orte con l’interporto di Civitavecchia. “Vanno poi valorizzate le piccole e medie imprese – aggiunge Mannino – e le microaziende di nicchia dei prodotti tipici locali, ma manca la volontà politica e le ristrettezze bancarie per l’accesso al credito non aiutano”.

L’augurio, quindi, che si fa Mannino per il 2014 è che “non si senta più che la gente si ammazzi perché strozzata dal sistema economico, tra banche e tassazione”.

“ Abbiamo quello che ci serve per riprenderci economicamente – afferma il sindacalista della Cisl – come il nostro ospedale di Belcolle che, divenendo Dea di II livello, permetterebbe il rientro di alcuni milioni di euro per abbattere le lunghe liste d’attesa, che sono un cancro della nostra sanità e che costringono i cittadini ad andare fuori , gravando sui costi della sanità.

La sanità pubblica e privata dovrebbero poi essere un tutt’uno per fare servizi ai nostri cittadini”.

   

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