Un altro emozionante trasporto per “Fiore del Cielo” che ha sfilato per le vie del centro nella sua nuova, candida veste

Una tradizione secolare che si rinnova ogni 3 settembre dal lontano XIII secolo e che non smette di sorprencopertina2dere ed incantare chiunque si trovi ad ammirare lo spettacolo mozzafiato che solo la Macchina di Santa Rosa può regalare.

Che si sia viterbesi o turisti, credenti o meno il passaggio dell’immensa torre che trasporta la statua della ‘Santa Bambina’ tra i vicoli del centro storico, illuminando il passaggio con le sue mille luci, regala un’esperienza unica che tocca il cuore. A Piazza San Sisto, dopo aver ricevuto la benedizione ‘in articulo mortis’ dal vescovo Lino copertina3Fumagalli, i cento devoti facchini sono pronti a sopportare con gioia il peso della Macchina e senza indugio al grido del capo facchino “Sollevati e fermi!” alzano la struttura , alta circa 30 metri e pesante ben 50 quintali, pronti a percorrere il chilometro che li separa dal Santuario di Santa Rosa, dove li attendono trepidanti amici e familiari.

Un trasporto dedcopertinaicato a chi soffre, alle famiglie in difficoltà e alla lotta al femminicidio “Questa città ha bisogno di risollevarsi” esordisce il sindaco Michelini prima della partenza “Viterbo in questa festa racchiude il meglio dei valori umani. Santa Rosa con la sua tenacia e la sua caparbietà ci ha dato un esempio da seguire ed ammirare insieme ad un forte senso civico di appartenenza. Viterbo può scommettere sul suo futuro”.

Alle 21:45 “Fiore del Cielo” parte tra le grida della folla fino alla sua prima sosta in Piazza Fontana Grande, per poi esibirsi a Piazza del Plebiscito nella storica girata, dedicata ai Facchini scomparsi e a Monsignor Del Ciuco, amata personalità viterbese venuta da poco a mancare (per il video cliccare qui). A Piazza delle Erbe, durante la sosta, si è potuto assistere al caratteristico spettacolo dell’esplosione di petali di rosa, ripetuto anche a Piazza Verdi, insieme ad una straordinaria seconda girata (per il video cliccare qui) “E’ la prima volta che accade” commenta il presidente del Sodalizio Mecarini “e vogliamo dedicarla a Viterbo e ai Viterbesi: vuole essere un invito alla città a ripartire dopo questo momento di crisi e risollevarsi”.

Come sempre mozzafiato la ripida salita che porta al Santuario, ultima tappa del percorso della Macchina, aiutata dai facchini addetti alle cord (per il video cliccare qui)e: un ultimo sforzo prima di correre ad abbracciare i propri cari. “Un trasporto impeccabile, i ragazzi sono stati come sempre eccezionali” commenta il Capo Facchino Rossi.

Ora non rimane che aspettare dicembre quando l’UNESCO si pronuncerà sull’inserimento della Macchina di Santa Rosa nella categoria ‘macchine a spalla’…e naturalmente al prossimo 3 settembre sempre “tutti d’un sentimento”. (Per vedere il video “Fiore del cielo” clicca qui)


 

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