Un atlante per conoscere il mondo dei pollini

tiezziUn vero e proprio atlante, con schede tecniche e tante informazioni di carattere scientifico e pratico, per conoscere il polline. Una sorta di manuale di estrema utilità dal punto di vista divulgativo e didattico, ma anche sociale, ambientale e sanitario, che guiderà il lettore alla scoperta delle principali specie erbacee e arboree presenti nel nostro ambiente.

“Il polline, un illustre sconosciuto” potrebbe essere il sottotitolo di questo prezioso volume, nato da un accurato lavoro di ricerca, analisi, studio e catalogazione che alcuni esperti dell’Università degli Studi della Tuscia hanno portato avanti su un vasto territorio, facendo una mappatura delle piante presenti con un censimento delle specie allergeniche.

tiezzi 1L’atlante, che dovrebbe esser pronto per la pubblicazione entro il prossimo mese di gennaio, è il risultato di un lavoro durato circa tre anni, realizzato in stretta collaborazione tra il Centro di microscopia elettronica dell’Ateneo di Viterbo, con il professor Antonio Tiezzi, la dottoressa Gabriella Gambellini e la dottoressa Annarita Taddei, e l’Orto Botanico dell’Università della Tuscia, con la professoressa Anna Scoppola, la dottoressa Monica Fonck, e il dottor François Salomone.

Un approccio multidisciplinare, dunque, in cui ognuno ha dato il suo prezioso apporto offrendo le proprie specifiche competenze nei vari campi e collaborando in totale sinergia per la realizzazione di questo ambizioso progetto scientifico sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia .

“Si parla tanto di polline ma in realtà pochi sanno cosa sia esattamente e quali siano i fenomeni allergici che il polline può scatenare – sottolinea il professor Tiezzi – Nella nostra vita quotidiana entriamo in contatto con diverse specie erbacee e arboree ma non sappiamo quali di queste piante produce polline che provoca allergie. Per questo abbiamo pensato di fare un censimento delle principali specie allergeniche e una mappa per sapere la dislocazione geografica delle varie piante nell’ambiente che ci circonda”. Un lavoro che avrà una interessante ricaduta in diversi settori. Lo studio potrà essere collegato, infatti, al verde pubblico, con una conoscenza approfondita di quelle specie che si trovano nei luoghi che vengono maggiormente frequentati, come i parchi pubblici, i giardini privati, i viali e le piazze delle città o i cimiteri.tiezzi 2

“Ci può essere una ricaduta sociale importante – spiega la dottoressa Monica Fonck – spesso si pensa all’estetica, all’architettura del verde urbano, ma non si bada a verificare se le piante con cui entriamo maggiormente in contatto producono pollini che provocano allergie o patologie di vario tipo. Continuiamo a introdurre piante fortemente allergizzanti nei parchi pubblici quando invece potremmo impiegare altre specie. Basterebbe insomma utilizzare piccoli accorgimenti e semplici interventi per tutelare maggiormente la salute pubblica e il nostro ambiente”.

Questo atlante nasce proprio per incrementare la conoscenza di tutti e può avere largo utilizzo anche nel campo sanitario e in quello farmaceutico. Il volume è costituito da schede tecniche che mettono in risalto, ad esempio, come tra le 54 specie prese in considerazione, le graminacee sono le più allergeniche tra le erbacee, mentre le cupressacee hanno poteri allergenici maggiori tra le piante arboree. Oltre alla distribuzione sul territorio nazionale, ma soprattutto locale, delle varie specie e il loro potere allergenico, l’atlante fornisce tante altre informazioni che riguardano le loro caratteristiche e le proprietà.

E’ un manuale organizzato in sezioni che presentano e spiegano dettagliatamente tanto le specie erbacee quanto quelle arbustive e arboree, alle quali viene dedicato un maggior numero di schede botaniche. All’interno di ogni scheda è indicata la famiglia di appartenenza della specie, la sua distribuzione geografica, la diffusione in Italia e, in dettaglio, nel territorio locale, il tipo di impollinazione, la morfologia del polline e il potere allergenico, con un relativo calendario pollinico che mette in evidenza il periodo di fioritura della pianta.

tiezzi 4Il lavoro triennale dei ricercatori, esperti e studiosi della Tuscia, fatto in assoluta sinergia tra strutture che hanno competenze specifiche, ha portato alla realizzazione di questa pubblicazione che svelerà un mondo totalmente nuovo e sconosciuto.

“C’è tutto un mondo da scoprire, in questo atlante – dice il dottor Salomone – Ci sono delle schede che vanno a spiegare nei dettagli cosa accade e quali sono i vari meccanismi che regolano questo mondo così complesso; non è solo, quindi, un libro di fotografia. Il volume ha, invece, un vero e proprio contenuto scientifico e può essere utilizzato nel settore medico, nel campo della ricerca e risulterà anche di interesse per le case farmaceutiche che producono test contro le allergie.

Ha inoltre una grande valenza anche dal punto di vista didattico perché l’essere umano deve imparare a convivere con l’ambiente e con tutto ciò che ne fa parte. Questo atlante è quindi anche un manuale che serve a stimolare la conoscenza su ciò che i nostri occhi non vedono”.

tiezzi 3“Uno strumento che si è rivelato di grande utilità per condurre a termine il progetto – aggiunge la dottoressa Taddei – è il microscopio elettronico a scansione di cui si è dotato di recente il Centro Interdipartimentale di Microscopia Elettronica (CIME), che ha potenziato ulteriormente l’attività del Centro permettendo di acquisire immagini di altissima definizione e qualità e conseguentemente di raggiungere traguardi sempre più importanti e sofisticati nel mondo della ricerca scientifica”.tiezzi 5

“Dietro questo grandioso risultato finale che è l’atlante, c’è il lavoro capillare di botanici, naturalisti e tecnici della microscopia che hanno verificato le specie presenti nell’ambiente e selezionato i pollini per uno studio accurato delle loro varie caratteristiche – puntualizza la professoressa Anna Scoppola, docente dell’Università della Tuscia e responsabile del progetto nella sua veste di Direttore dell’Orto Botanico – Almeno un paio di anni sono serviti per raccogliere tutto il materiale necessario allo studio, alla selezione e alla preparazione dei campioni che dopo una serie accurata di lunghi passaggi dovevano essere sottoposti all’osservazione al microscopio”.

Tre anni di lavoro per far conoscere un mondo tanto affascinante e per far scoprire cose straordinarie che di questo nostro mondo fanno parte.

“Vorremmo cercare di coinvolgere anche le scolaresche in questo nostro lavoro – interviene la dottoressa Gabriella Gambellini – Può essere un primo approccio per far conoscere questo mondo ai bambini delle scuole attraverso l’osservazione e l’analisi dell’ambiente che frequentano, a casa e in classe. Ogni studente potrebbe mettersi addosso un vetrino adesivo che permetterà successivamente l’osservazione dei pollini presenti sul vetrino stesso. L’osservazione dei vetrini al microscopio permetterà loro di vedere quali sono le specie presenti nell’ambiente e quindi con quali pollini i bambini entrano quotidianamente in contatto. Questo per focalizzare bene la diagnosi nel caso in cui si verifichino fenomeni allergici. C’è il rischio, infatti, che vengano testati pollini estranei alla zona. Ognuno di noi entra infatti in contatto solo con una gamma ristretta di piante e di pollini. Nel caso di fenomeni di allergie, ha senso, per una diagnosi puntuale e corretta, fare i test allergologici solo su quei pollini presenti realmente nell’aria che si respira. Questo potrebbe essere un tipo di lavoro da fare a livello sperimentale per verificare di quali piante sono i pollini presenti nel mondo di ognuno di noi. La pianta, il verde, non è sempre sinonimo di salute. Non sappiamo mai, esattamente, cosa respiriamo”. L’atlante, che verrà diffuso a partire dai primi mesi del prossimo anno, è già richiesto dai ricercatori di altre università italiane che fanno studi sui pollini.

“E’ un atlante aggiornato alle conoscenze scientifiche attuali – conclude il professor Tiezzi – L’Università di Siena ne aveva pubblicato uno circa trent’anni fa, ora ovviamente datato. Questo volume frutto di una sinergia tra Centro di microscopia e Orto Botanico dell’Università di Viterbo è un po’ all’avanguardia anche perché tutti gli studi sono stati effettuati con estrema precisione grazie al microscopio elettronico di ultimissima generazione che consente di acquisire immagini di alta ottimizzazione e all’elevata qualificazione dei partecipanti al progetto.

L’atlante, che verrà diffuso un po’ ovunque, sarà anche un valido strumento per far conoscere e dare maggiore visibilità all’Università della Tuscia e alle sue professionalità e competenze. In termini generali riteniamo ci sia bisogno di un‘informazione più capillare per far sapere quali sono i progressi della ricerca e mostrare quanti progetti l’Università della Tuscia porta avanti nei diversi settori.

E’ necessario anche un legame più stretto tra il territorio e l’università, che aggiunge sicuramente ricchezza al territorio stesso, alle imprese, alla scienza, all’economia, diventando un elemento trainante di crescita e sviluppo”.

   

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