di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- A conclusione dei festeggiamenti per la Festa del Santissimo Salvatore, mercoledì 13 maggio si è svolto il convegno “Viterbo tra papi, antipapi e il primo Conclave” presso il seminario di piazza San Lorenzo.
Dopo i saluti di Alessandra Cortese, presidente dell’Associazione SS.Salvatore, i lavori sono stati aperti da don Nicola Migliaccio, parroco di Santa Maria Nuova e San Lorenzo, ha illustrato la storia della nostra città, analizzando il periodo Medievale; a seguire la spiegazione giuridica per le Rievocazioni Storiche da parte di Antonio Tempesta, presidente Ass. Rievocazioni Storiche del Lazio.
“Grazie ragazzi, don Nicola rivolgendosi alla platea, noi viviamo in un periodo storico dove spesso preferiamo lamentarci che partecipare a quello che c’è e che abbiamo. La storia non è solo una cronaca semplice di eventi, ma ha un valore educativo, testimoniale, è anche uno spazio teologico con molti riferimenti. Il lavoro di ricerca storica che avete eseguito con rigore scientifico, vi ha portato a conoscere non solo quel costume, che avete indossato in modo esemplare, ma è stato immersivo nella vita sociale, nell’arte, nella legalità delle persone”.
La sindaca Chiara Frontini ha ringraziando alunni e professori per aver approfondito questo periodo storico, in particolare, relativo al Conclave, grande evento storico, che ha caratterizzato la storia del
territorio.
I protagonisti del convegno sono stati i ragazzi del Liceo “Santa Rosa” di Viterbo per il progetto che è un’attività di FSL (ex Alternanza Scuola Lavoro, ex PCTO) che il Liceo “Santa Rosa” svolge in convenzione con l’associazione del SS Salvatore.
Si è trattato di un percorso in più fasi: dopo attività in aula con esperti esterni di storia locale (nella fattispecie, don Mario Brizi e don Nicola Migliaccio) e di rievocazione storica nella persona di Alessandra Cortese, le ragazze ed i ragazzi della classe 3B del Liceo delle Scienze Umane “S. Rosa da Viterbo” hanno approfondito alcune tematiche connesse ai festeggiamenti del SS Salvatore, sotto la guida dei docenti Luca Schiavo (approfondimenti di ambito storico), Alessia Pancrazi (approfondimenti di ambito storico – artistico) e Anna Maria Baiocchini (approfondimenti di ambito antropologico).
In ambito storico, si sono occupati del tema del ritrovamento di immagini sacre in luoghi legati alla campagna e all’incolto, con particolare concentrazione sulla Madonna delle Galline, che si festeggia a Pagani, in provincia di Salerno, ed è uno dei sette santuari mariani della Campania compresi nel
circuito delle “sette sorelle”; sette Madonne il cui culto è tradizionalmente legato alla tammurriata e, quindi, al culto della forza generatrice della terra.
Si è dato spazio anche alla Madonna dei Sette Veli, patrona di Foggia. Come nel caso del trittico viterbese del SS Salvatore, anche queste due immagini sono state ritrovate da animali (il pollame, nel caso della Madonna delle Galline) o in zone campestri (aree paludose nel Tavoliere di Puglia nel caso dell’Hodigitria dei Sette Veli).
Sempre in ambito storico, le ragazze ed i ragazzi hanno concentrato la loro attenzione sul tema delle norme suntuarie, in particolar modo sulle loro radici nel diritto romano e sulla loro esplicitazione medievale, soprattutto a Firenze, Siena e Viterbo e sul loro explicit viterbese del
1703, in occasione della sequenza sismica abruzzese che fece sentire la propria forza anche a Viterbo.
Nel campo storico artistico, attraverso l’analisi di affreschi duecenteschi e del Trecento, alcuni molto noti perché giotteschi (Cappella degli Scrovegni, Basilica Superiore di Assisi) e di Lorenzetti (Allegoria del Buon Governo a Siena), altri di minor fama (ciclo dei mesi di Santa Maria ad Cryptas, a Fossa, nell’Aquilano), si è proceduto con la progettazione di due abiti, ricostruiti filologicamente, che hanno sfilato, indossati da un alunno e un’alunna, che hanno funto da modelli, in seno al corteo del SS Salvatore del 9 maggio, tra le file dei bifolchi.
In ambito antropologico, le ragazze ed i ragazzi hanno sottolineato l’importanza dell’immagine sacra nel tempo, come mezzo di connessione tra spiritualità (a volte anche “perversa”, come nel caso
della Santa Muerte in Messico), come mezzo di ancoraggio, come mezzo di semplificazione di concetti astratti per gli strati sociali incolti del Medioevo; infine, è stato dedicato uno spazio al valore simbolico dei colori, sul piano materiale e su quello psico – sociale.
Questa è stata la parte “teorica”, in quanto legata allo studio di quanto poi esposto in sede di convegno: Giulia Pecci e Beatrice Felci che hanno relazionato i “Ritrovamenti Sacri”; Enrico Maria Riccetti e Arianna Mei hanno parlato “Uno sguardo sulle leggi suntuarie”; Elena Nieddu e Maria
Chiara Benedetti hanno illustrato la “Ricostruzione Abiti Medievali “.
Tutta la classe, composta da 21 alunni, ha sfilato durante il corteo del 9 maggio indossando i costumi storici, risultato del progetto.
Il convegno si è concluso con l’intervento del dot. Mario Prignano giornalista professionista con una lunga e consolidata carriera in RAI, attualmente ricopre il ruolo di Caporedattore Centrale al Tg1 dal 2020.
Cultore della storia della Chiesa, arricchendo la relazione con eventi ed aneddoti, ha raccontato in modo nuovo e appassionato il Medioevo facendo riferimenti storici alla città di Viterbo ed al territorio limitrofo.













