Un eroe per niente borghese, anzi un eroe contadino

natIn un comune del viterbese l’ultimo piano regolatore ha degli errori.

 

Gli errori consistono nel descrivere come aree private gravate da uso civico quelle che nei fatti sono invece proprietà collettive. 

 

Il piano regolatore non può pianificare sulle proprietà collettive. 

 

Lo sappiamo bene qui a Canale, la variante è bloccata per questo. 

 

Ma se le terre sono private, benché gravate, allora si può.

 

Ed ecco che lo stesso piano regolatore del comune del viterbese
ha posto una zona industriale sopra un’area descritta come privata.

 

Ma la terra è dell’Agraria, privata non è.

Su quella zona industriale deve sorgere, fra l’altro, un cementificio.

 

Ma ecco comparire un eroe. Un contadino. Lo chiamerò Costantino.

 

Costantino non si arrende mai.

 

Costantino, lei ha un pezzo di terra vicino a quella del cemento.

 

Lei, con la sua attività agricola sotto i settemila euro;
con i suoi animali e i suoi orti e il vigneto e tutto il resto;
lei che va in giro con le anatre al braccio, sua madre e suo padre;
lei combatte e lotta come un’indomabile creatura,
perché vuole lavorare la sua terra e non vuole il cemento.

 

Lei che raccoglie duemila firme per far aprire una stazione;
lei che si porta madre e padre a tutti i dibattiti, a tutti gli incontri;
che cerca fra le carte prove e misfatti, e non si stanca mai;
lei che porta in tribunale il diritto dei suoi compaesani
a non essere inquinati da una fabbrica di ceneri;
lei è un eroe che lotta per il suo diritto di coltivare la terra.

 

Lei che è imbarazzante per il potere, che fa venire la Rai;
che distribuisce volantini e incalza le autorità;
che fa quello che non riesce a fare un’intera città;
che scava e scava e scopre problemi dell’amministrazione;
che non si arrende e ha più coraggio di Davide contro Golia;
lei fa sentire me e molti italiani dei senza coraggio.

 

Costantino, lei da solo combatte il potere
e difende il suo pezzo di terra, con sua madre e suo padre
e le anatre e gli altri animali; e ogni giorno si oppone
con arguzia e tenacia contro una fabbrica di cemento
e un piano regolatore sbagliato: lei merita l’appellativo di eroe.

Ma dell’eroe non merita il destino. Merita l’aiuto di tutti noi.

   

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