Un giorno a Taiwan con la “Dolciaria Cimina”: “C’è tanta richiesta di made in Italy, ma pochi incentivi economici da parte dello Stato”

“Anche a Taiwan si vede la crisi italiana, perché è un mercato dove c’è molta richiesta di made in Italy, ma purtroppo le aziende italiane non hanno nessun tipo di agevolazione o incentivo da parte dello Stato per sviluppare un nuovo canale di esportazione”.
20131221 182623Parole e musica di Gabriele Carloni, dipendente amministrativo della ditta “Dolciaria Cimina”, una piccola realtà locale molto nota in provincia con tanta voglia di diffondere il proprio brand (come dicono i saputelli, ndr) ed i propri prodotti ‘aggredendo’ il mercato internazionale.

 

La voglia c’è, l’impegno pure, il cioccolato è buono e le nocciole sono quelle locali, ma, ovviamente, c’è sempre qualcosa che non quadra, o che non quaglia… In Italia, ovviamente e “Diversamente da altri Paesi – come sottolinea Gabriele reduce da un viaggio nell’isola, che, come tutti sanno, è indipendente rispetto alla Cina – come gli Usa, la Spagna, il Canada, dove la Pubblica Amministrazione investe insieme ai privati per aprire nuove strade e nuovi orizzonti”.
Il dipendente della Dolciaria Cimina, comunque, non si arrende, anzi, dopo aver sottolineato di essere stato ricevuto e trattato con guanti di velluto dall’allora rappresentante italiano Palma, afferma: “Abbiamo fatto un po’ di fatica all’inizio, ma si sa, ogni azienda è un po’ come un aereo, la fase delicata è quella del decollo, poi, una volta trovato l’assetto, si va”.

 

   

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