di MARIELLA ZADRO –
VITERBO – Riflessioni, canti e rappresentazioni, hanno caratterizzato la 3ª edizione della Lunga Notte delle Chiese, svolta venerdì 6 giugno presso la chiesa della Sacra Famiglia e nella Chiesetta di Castel d’Asso.
Dalle ore 17,00 alle 23,00 contemporaneamente bel 150 parrocchie con il coinvolgimento di 220 luoghi (chiese, musei, giardini e luoghi di culto) tutti uniti attorno ad una parola che suona come un invito: “ABBRACCIAMI! “
Si lega intimamente al cammino a cui siamo tutti chiamati quest’anno, ossia il pellegrinaggio di speranza e di conversione. “Sentendoci tutti pellegrini sulla terra in cui il Signore ci ha posto”, prendendo spunto dalla Bibbia e dal Vangelo di Luca (Lc 15,11).
“Tutto iniziò nel 2016 a Belluno, da una idea già avviata in Austria e Alto Adige (Lange nacht der Kirchen). Noi, Unità Pastorale Sacra Famiglia-Sant’ Andrea, Santa Maria di Castel d’Asso, abbiamo aderito nel 2023 (Dove sei?) poi 2024 (Trovami) nella unità pastorale della sacra Famiglia. Il tema che meditiamo nel 2025 non è solo abbracciare un corpo, ma tutta la vita delle persone… È come se avessimo rubato le braccia di Dio per poterle donare a chiunque ne abbia bisogno: per consolare, per ringraziare, per donare, per accompagnare, per accogliere, per rispettare… sono come le Opere di Misericordia, corporali e spirituali che illuminano la PORTA della nostra piccola comunità e della Chiesetta della Salute in Viterbo”.
Alle ore 18:00 l’incontro presso la chiesa della Sacra Famiglia dove don Luca Scuderi ha celebrato la santa messa invitando tutti i presenti ad una riflessione sul tema della serata.
“È un abbraccio che non si ferma al volto, al colore, al vestito, alle tasche, alle scelte… vede solo una persona che vuole camminare con noi, una persona che desidera essere aiutata”.
Arrivati alla Chiesetta di Castel d’Asso siamo stati accolti dal gruppo Medievale “La Contesa” che ha rappresentato “La Gloria del Cavaliere” un momento molto emozionante dove un cavaliere, al termine di un combattimento difensivo, ha “scelto” di accogliere in un abbraccio l’avversario ferito.
Il quadro di Rembrandt (utilizzato per la locandina dell’evento) e i volti velati di Renè Magritte sono stati motivo di riflessione da parte di Don Gianni Carparelli, hanno prodotto una preghiera alla quale si sono uniti tutti i presenti:
“Aiutaci Signore, LUCE del mondo sempre ferito dalle tenebre, a diventare una piccola fiammella che illumina le nostre case e le nostre città. Sia la nostra vita quotidiana un abbraccio che sostiene, che sorride, che saluta e ringrazia, che aiuta chi fa fatica, che si inginocchi per lavare le ferite, che sia volto che perdona, che sappia rispettare tutti senza distinzioni. Donaci anche l’umiltà per vedere le nostre fragilità e non farle diventare ombra che oscuri il cammino. L’amabilità di chi ti ha dato la vita, aiuti anche a noi a rinascere ogni giorno come seme in un terreno concimato dalla tua sapienza e dal tuo spirito buono. Noi siamo le tue mani, i tuoi piedi, il tuo cammino, la tua presenza. Non vogliamo farti fare una brutta figura. Perché il mondo ha bisogno di te. Grazie…AMEN… AMEN… AMEN.
La conclusione è stata riservata alla musica.
La “Schola Cantorum “Santa Maria della Quercia diretta dal M Laura Scarponi, interpretando le parole di Sant’Agostino D <3 [Sermo 336,1: PL 38, 1472.]:” Il cantare è proprio di chi Ama …Ama quel che hai cantato… Ama il luogo dove hai cantato…Ama colui per il quale hai cantato, infine Ama coloro con i quali hai cantato”, ha eseguito i seguenti brani tra secoli in allegria
- “Pellegrini di Speranza” inno ufficiale Giubileo 2025
- “Carmen Amicitiae” è l’augurio per essere tutti insieme in amicizia a cantare gioiosamente
- “Dona Nobis Pacem” è l’essenza della comunità in Pace
- “Frieden Frieden” il canto dei pellegrini che auspicano la Pace tra i popoli in un abbraccio comunitario
- “Sonatemi un balletto” l’abbraccio dell’innamorato per la sua amata
- “Hallelujah” di Cohen le cui parole esplicano un abbraccio con il Signore attraverso la preghiera
- “Buvons et buvons mon ami” un abbraccio nella convivialità della serata.
Un ringraziamento agli amici dell’Associazione ArcheoTuscia che accogliendo l’invito del coro, hanno organizzato una degustazione molto apprezzata, con vero piacere, da tutti i presenti, per la semplicità della condivisione.










