ANZIO- Dal protocollo d’intesa alla realtà: alla Domus Sessoriana il fronte comune di Istituzioni e
Sindacato per trasformare gli alloggi sottratti all’illegalità in case per le Forze dell’Ordine.
La sicurezza di una metropoli non si misura solo dal numero di pattuglie in strada, ma dalla dignità e dalla serenità di chi quella divisa la indossa ogni giorno. Nel pomeriggio del 24 marzo 2026, la storica cornice della Domus Sessoriana ha ospitato un confronto che promette di segnare una svolta per il volto della Capitale. Al centro del dibattito, promosso dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), l’emergenza abitativa che attanaglia gli agenti in servizio a Roma e provincia: un paradosso
tutto romano dove chi è chiamato a garantire la legalità fatica a trovare un alloggio dignitoso a prezzi sostenibili.
L’incontro ha visto riuniti attorno allo stesso tavolo i vertici delle istituzioni: dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini al Presidente del Consiglio Regionale Antonello Aurigemma, passando per il Commissario ATER Orazio Campo e il Segretario provinciale aggiunto del SAP Michele Alessi. A moderare i lavori, con un piglio orientato alla concretezza, è stato Fabio Schiuma, già Vicepresidente del Consiglio Comunale.
Il fulcro operativo della giornata è stato il protocollo sottoscritto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal Presidente della Regione Francesco Rocca. L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: recuperare gli alloggi ATER liberati dalle occupazioni abusive per destinarli, a canone
calmierato, a poliziotti, carabinieri e finanzieri.
Non si tratta solo di welfare aziendale, ma di una vera e propria strategia urbanistica. “Vivere lontano dai luoghi di servizio non è solo un disagio personale, ma un limite all’efficienza operativa”, ha sottolineato Michele Alessi. Trasformare un appartamento precedentemente in mano all’illegalità in una casa per un servitore dello Stato significa creare un presidio di legalità fisso, un “vicinato sicuro” che scoraggia il degrado nei quartieri più complessi.
L’entusiasmo della platea è stato alimentato dalle rassicurazioni di Antonello Aurigemma, che ha garantito l’impegno totale della Regione Lazio per un’attuazione rapida e senza intoppi burocratici del protocollo. Sulla stessa linea Orazio Campo, che ha confermato la determinazione dell’ATER nel
mettere a disposizione risorse e immobili per incrementare il patrimonio destinato alle Forze dell’Ordine.
Il momento di maggiore impatto emotivo e istituzionale è arrivato con l’intervento del Prefetto Lamberto Giannini. Con parole che hanno riscosso un consenso unanime, Giannini ha ribadito come
il benessere degli operatori sia la condizione primaria per la sicurezza della comunità. La sua risposta alla proposta di Fabio Schiuma di istituire un tavolo permanente di monitoraggio è stata perentoria: “Dove mi chiamano i poliziotti, io ci sono”.
La sfida lanciata dal SAP e accolta dalle autorità presenti è quella di superare la fase degli annunci
per passare a quella dei cantieri e delle assegnazioni. L’housing sociale per le Forze dell’Ordine emerge non come un privilegio, ma come uno strumento indispensabile per permettere agli agenti di essere parte integrante del tessuto sociale che proteggono.
Grazie alla sinergia tra sindacato, politica e gestione immobiliare pubblica, Roma prova a rispondere
a un diritto fondamentale: garantire una casa a chi, ogni giorno, rischia la vita per proteggere quella degli altri. Il tavolo di monitoraggio proposto ieri non sarà solo un organo di controllo, ma il motore di un cambiamento che punta a rendere Roma una città più sicura, a partire dalle radici, ovvero dalle case di chi la vigila.
di Elvio Vulcano








