Una domenica di ricordo e solidarietà a Viterbo

CerimoniaNegli ultimi anni il motociclismo italiano si è trovato a fronteggiare la drammatica realtà della morte con una frequenza eccessiva, quasi innaturale. In realtà, parlare di “naturalità” di fronte ad incidenti che in una frazione di secondo strappano alla vita dei giovani nel pieno delle forze è una cosa apparentemente folle, ma la caduta è parte integrante dell’andare in moto e purtroppo, per quanto si possa lavorare per migliorare la sicurezza, l’eventualità dell’infortunio grave è riducibile, ma mai definitivamente eliminabile: quando si cade dalla moto si rimane soli in balia degli eventi e, se il destino decide di essere particolarmente crudele, si può anche morire.

I piloti sanno che ogni qualvolta scendono in pista mettono a repentaglio la loro incolumità e pretendono, giustamente, che vengano predisposte tutte le misure a disposizione per ridurre i pericoli; ma sanno anche che non sarà mai possibile correre in totale sicurezza ed accettano questo come parte integrante ed ineluttabile del loro mestiere.

Fatta questa dovuta premessa, è inevitabile tornare al discorso di partenza: nell’ultimo decennio in Italia abbiamo pianto per troppi piloti. La fatalità si è accanita su alcuni dei nostri più illustri portacolori con un’ostinazione incredibile, impareggiabile, insopportabile. L’ultimo a lasciarci in ordine cronologico è stato Doriano Romboni, assurdamente morto nel corso del Sic Supermoto Day in un incidente molto simile a quello che era costato la vita allo stesso Marco Simoncelli; oltre ai loro, abbiamo dovuto sopportare gli addii tremendi di Fabrizio Meoni, il grande rallista deceduto nel 2005, durante quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima Dakar, e di Andrea Antonelli, il giovane perugino travolto quest’estate dall’incolpevole Lorenzo Zanetti nel muro d’acqua della gara di Mosca del Mondiale Supersport.

Alessia PolitaProprio in memoria di Andrea Antonelli è stata organizzata oggi pomeriggio una bella manifestazione al kartodromo internazionale di Viterbo, dal titolo “Un 8 di solidarietà”. Il nome ha preso chiaramente spunto dal numero di gara del centauro di Castiglione del Lago e dalla data, l’8 dicembre. Regia curata dal Motoclub Spoleto e dalla onlus “Ant8 Supporters”, l’associazione costituita dai tifosi di Antonelli per onorare la memoria del pilota con opere di solidarietà; cervello pensante e cuore instancabile di tutto l’evento Arnaldo Antonelli, il padre di Andrea, che ha dedicato davvero ogni energia alla buona riuscita della manifestazione.

Hanno partecipato diversi nomi importanti del motociclismo italiano e non, tra cui Simone Corsi, Davide Giugliano, Michel Fabrizio, Danilo Petrucci ed il nostro Alessandro Lupino, che si sono confrontati a bordo di go-kart in simpatiche sfide all’ultima derapata. Assente giustificato Marco Melandri, costretto a casa da un’operazione alla caviglia subita pochi giorni fa, che ha comunque voluto dare il proprio sostegno, mettendo in palio una sua tuta da gara nella lotteria della giornata e salutando i presenti con un collegamento telefonico. Accanto a questi top rider, hanno avuto il loro spazio anche i piccoli piloti della categoria MiniGP, in gara per un apposito trofeo a loro dedicato e visibilmente emozionati nel ritrovarsi fianco a fianco con alcuni dei loro idoli.

L’incasso della giornata è stato devoluto ad Alessia Polita (foto 2), anch’essa nome legato a doppio filo con le tragedie recenti del motociclismo italiano (è rimasta paralizzata lo scorso giugno, in seguito ad una caduta a Misano Adriatico), e a Sofia De Barros, la bambina colpita da leucodistrofia metacromatica e in cura con le cellule staminali. Discreta, ma non eccezionale, l’affluenza del pubblico: le gradinate centrali del kartodromo erano popolate da circa 200 persone, ma almeno altrettanti erano gli spazi ancora disponibili.

Go-kartOrganizzare quest’ evento è stato un grosso impegno – ha commentato a fine giornata Arnaldo Antonelli – ma sono contento che sia venuta fuori una bella manifestazione. Abbiamo deciso di dotare tutti i piloti di go-kart uguali, in modo da rendere ancora più evidente il concetto che eravamo qui per divertirci e non per competere. Spero che Alessia e la piccola Sofia possano godere di quello che abbiamo fatto per loro. A conti fatti, mi sarebbe piaciuto vedere più pubblico sugli spalti, però non ho comunque perso l’entusiasmo: conto senz’altro di ripetere la manifestazione in futuro.

Le gare sono state vinte da Simone Corsi (gruppo A), Simone Saltarelli (gruppo B), Luca Vitali (gruppo C), Francesco Mancini (amici di Andrea e Superfinale conclusiva) e Stefano Nepa (MiniGP). Particolarmente toccante è stata la cerimonia di premiazione conclusiva, con Alex Lupino che ha percorso un giro di pista in sella alla moto da supermotard con cui Antonelli abitualmente si allenava ed il signor Arnaldo che ha letto un breve ricordo di Andrea scritto da un sacerdote amico del pilota; al termine del discorso, si sono levati in cielo palloncini con il numero “8” di Andrea ed il “5” di Doriano Romboni.

Chi volesse saperne di più sulle attività dell’associazione “Ant8 Supporters” può visitare il sito www.onlusant8supporters.it

 

GALLERY FOTOGRAFICA

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