Università Agraria di Tarquinia, il consigliere del PD, Valeri, nuovo presidente della Commissione Bilancio

Il consigliere Maria Elisa Valeri, del Partito Democratico,elisa valeri è il nuovo presidente della Commissione Bilancio dell’Università Agraria. Prende il posto di Maurizio Leoncelli, nominato vicepresidente dell’Ente.

«La commissione ha già dibattuto l’assestamento generale del bilancio di previsione 2013, provvedimento che dovrà essere portato in consiglio entro il 30 novembre. – spiega il presidente della Commissione Bilancio Valeri – Un bilancio di previsione realistico ha fatto sì che quanto è stato programmato, si è concretizzato. Lo stato economico dell’Ente appare solido nonostante la crisi economica. La firma della cosiddetta “datio in solutum” è stato un atto importante che ha portato serenità all’Ente. La questione nata nel 1993 è stata finalmente risolta dalle Amministrazioni guidate dal sindaco Mauro Mazzola e dal presidente Alessandro Antonelli, con il contributo di tutti i consiglieri. Un’operazione di portata notevole che ha richiesto un grande lavoro degli uffici e degli amministratori». Desta timore la seconda rata IMU. «Il governo ha di fatto abrogato la prima, peraltro già restituita agli utenti concessionari.- prosegue – Sulla seconda c’è un accordo politico a livello nazionale per la soppressione, ma a oggi non c’è ancora una norma.

L’IMU sui terreni agricoli è ancora un pericolo. Ci siamo già attivati presso i nostri referenti politici nazionali, perché ci sia la massima attenzione sul tema. L’Università Agraria ha già accantonato le somme per l’eventuale pagamento ma nel rispetto del mondo agricolo urge chiarezza e il mantenimento degli impegni assunti».

Gli atti e il bilancio sono la miglior risposta alle polemica sulla solidità amministrativa dell’Ente. «Giusto ricordare che l’Università Agraria non costa nulla ai cittadini e contribuisce al pagamento dei tributi.- conclude il presidente della Commissione Bilancio Valeri – Chi ha in concessione terreni corrisponde valori spesso al di sotto del prezzo di mercato. Non di certo qui vanno cercati gli sprechi».

   

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