Università della Tuscia: importante innovazione per la produzione di piante forestali

Un prototipo di camera di crescita per la produzione di piantine forestali ad alto valore colturale, con costi e consumi energetici contenuti, frutto della università-dafnecooperazione tra enti di ricerca e piccole e medie imprese di vari nazionalità. Questo l’obiettivo del progetto Regen-Forest finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dalla professoressa Rosanna Bellarosa del DAFNE (Dipartimento dell’ambiente, foreste natura ed energia) i cui risultati

saranno presentati lunedì prossimo 16 dicembre alle ore 9 nell’Aula Blu del Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia (Riello). “Il prototipo Regen-Forest – spiega la professoressa Rosanna Bellarosa- si caratterizza per l’utilizzo innovativo di particolari lampade a luci LED, prodotte dall’azienda finlandese, capaci di creare uno spettro luminoso continuo con lunghezze d’onda che vanno dal blu, al verde, al rosso, al rosso lontano e infrarosso. Una miscela opportunamente combinata che più si avvicina alla qualità della luce richiesta dalle piante e che le tradizionali luci fluorescenti o a incandescenza non possono soddisfare”. Un sistema automatico (curato dall’azienda greca) di 10 ripiani in continuo movimento consente di ridurre notevolmente il numero delle lampade da impiegare (si utilizzano solo tre lampade) e nello stesso tempo garantisce condizioni ambientali interne di temperatura ed umidità uniformi per tutte le piantine prodotte. Il condizionamento della temperatura interna del prototipo, curato da un’azienda italiana, è facilitato dalla quasi assenza di calore prodotto dalle lampade LED. Infine un sistema di irrigazione automatizzato consente di fornire la corretta quantità di acqua secondo le esigenze delle piantine. “Questo nuovo modello di camera di crescita, a basso impatto ambientale – spiega la professoressa Rosanna Bellarosa – può soddisfare professoressa-bellarosale esigenze di vari settori, non solo forestale, ma agronomico e florovivaistico, come di diversi metodi colturali, con impiego di semi o talee”. Attualmente sono prodotte piantine di faggio, mirto, leccio, sughera, roverella, abete rosso e di altre specie. Il numero delle piantine prodotte nel prototipo in un solo ciclo colturale (da 30 a 55 giorni), che varia in base al tipo di specie e alla densità dei contenitori alveolati, può arrivare sino ad un massimo di 17.000 piantine pari ad una superficie di 5 metri quadri.

   

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