USPP Lazio, carcere di Viterbo: “Va tutto bene? Non va bene nulla…purtroppo!”

VITERBO – Riceviamo da Uspp Lazio e pubblichiamo: “Abbiamo appreso in queste ore sugli organi di stampa che alla CC. VITERBO le cose stanno andando bene, che il personale sarebbe negativo ecc. Al di là che le comunicazioni a molti dei diretti interessanti non sono pervenute dall’Asl competente, quindi non sappiamo da dove siano trapelate queste notizie ed
al di là del fatto che un tampone negativo, dopo 14 giorni di isolamento, dovrebbe essere ripetuto al soggetto stesso (addirittura esistono racconti giornalistici che parlano di persone che dopo il terzo successivo sono risultati positivi),  qui la quarantena attivata non è stata ancora supportata dalla prova successiva alla prima negatività e quindi come si può dire tutto a posto?
Il Personale di Polizia Penitenziaria è in grossa difficoltà e anche preoccupati per la mancanza di adeguati dispositivi protezioni individuali (mascherine, disinfettanti e guanti). Quelli che sono pervenuti sono semplici “pezzette” o in qualche caso per donazione di un sindacato ai propri iscritti.
Che a qualcuno si dia il diritto di esporre dati sensibili che, per ragione del suo incarico,  è a conoscenza, ancora in attesa di essere comunicati ai diretti interessati, è grave e vergognoso e su ciò, con nota a parte,  chiediamo un intervento da parte del Provveditore regionale Lazio.
Purtroppo non va bene nulla, tranne che il lavoro svolto da tutto il personale che fino ad oggi è stato eccellente e professionale, oltre ogni limite, rimanendo sempre disponibile nei confronti dei detenuti, nei confronti dei quali non ha fatto mancare il rispetto nonostante le difficoltà che ci sono. Quanto accaduto, dopo l’accertata positività di un agente, dove il personale ha dovuto reclamare per effettuare i tamponi, mentre ad altri non è stato proprio fatto, è vergognoso e per questo non nutriamo più fiducia nei confronti di un’Amministrazione locale che permette che fatti simili accadano senza batter ciglio.
Addirittura le rilevazioni previste per la temperatura febbrili avvengono in spazi ristretti dove passa altro personale, invece di utilizzare la tenda triage all’ingresso così da evitare situazioni spiacevoli successive.
Proprio ieri abbiamo pianto il secondo decesso a Milano avuto tra i nostri colleghi, intere sezioni messe in quarantena a Parma e tanti altri casi di positività tra la Polizia Penitenziaria, dirigenti, medici e infermieri nei penitenziari. Qui non si gioca sulla vita dei lavoratori, delle loro famiglie e anche la vita di chi è detenuto e questo fatto che va tutto bene non lo possiamo far passare come un atto normale!
Dire che alla CC. VITERBO va tutto bene all’interno siamo d’accordo, ma nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria non va bene nulla!”.

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