USPP (Nicastrini): “Raddoppiate ore straordinario agli agenti penitenziari nel Lazio che NON pagano!”

VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo: “Dobbiamo prendere atto che l’amministrazione penitenziaria e diventata lungimirante nell’emergenza carcere sfruttando ogni forma di decisione a “favore” del personale”, così esordisce Daniele Nicastrini segretario regionale Unione Sindacati Polizia Penitenziaria all’indomani di una circolare dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso il Provveditorato Regionale “Da una parte prevede che al personale può raddoppiare da 60 a 120 le ore straordinarie che poi su indicazione del Mef NON pagano facendo “contenti” il personale di Polizia Penitenziaria. Nel contempo – prosegue Nicastrini – nell’altra parte della barricata la stessa Amministrazione stabilisce i colloqui Skype/Whatsapp/ con 3200 telefonini regalati dal Dap per tutti gli oltre 6000 detenuti di cui sembrerebbero autorizzati anche quelli sottoposti al 4bis in alcuni sedi nelle festività della santa Pasqua”, una condizione che prevederà un surplus di lavoro nelle festività pasquali alla Polizia Penitenziaria.
“Purtroppo molti di questo personale – dispiaciuto il sindacalista – non vede la propria famiglia da oltre un mese per le dovute restrizioni adottate dal Governo, Regioni, Comuni e il Mondo intero che impedisce il loro rientro dalle famiglie, di fatto in servizio anche quando alloggia nelle caserme, dove l’amministrazione per chi è sottoposto in quarantena (se trovato positivo al coronavirus) all’interno delle stesse ha disposto l’acquisto di televisori ed esteso dove e possibile il WIFI come magra consolazione”. Praticamente custodi e reclusi legati da un insolito destino.
Nel frattempo si evidenziano i casi di situazioni Covid-19 riportati sul sito dello stesso ministero della giustizia: “Possiamo solo augurarci che non si registrino ulteriori decessi tra i baschi blu dopo i due casi già avvenuti – ribadisce Nicastrini – ma i casi superano i 160 unità sul territorio nazionale ed altri non confermati per motivi di Privacy che di fatto impongono una serissima riflessione”. Da subito l’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria ha denunciato la mancanza di dispositivi di protezione individuale non solo legate alle mascherine ma anche dei camici cuffie occhiali e copri calzature per i casi di servizi di piantonamento in ospedale dove scarseggiano e i tanti casi febbricitanti tra i carcerati che fortunatamente poi risultano loro negativi (non sempre purtroppo) ai tamponi ed in questi casi per gli agenti rimane valida la risposta dell’amministrazione in molti casi:”tranquillo e negativo e sappiamo tranquillo che significa nel gergo romano!!”
La regione Umbria ha previsto per personale e detenuti tamponi Covid-19 a tappeto:”Chiediamo che anche la regione Lazio faccia altrettanto.
Il garantismo e l’attenzione nei confronti dei detenuti rimane alta e autorevole anche da parte della Santa Sede per giusti motivi caritatevoli, certo è che sulla loro incolumità fisica e la dovuta socializzazione rimangono unici sacrificabili gli agenti penitenziari che nelle 24 ore devono gestire le loro difficoltà detentive ma anche per tanti anche le loro esuberanze aggressive e pretestuose per qualsiasi necessità non consentita ma che poi in qualche modo alla fine viene autorizzata. Colgo l’occasione – conclude Nicastrini- di augurare una buona e serena Pasqua a tutti i miei colleghi che insieme a me garantiranno comunque quanto detto, con un pensiero rivolto a chi ancora sta lottando contro il Coronavirus e una preghiera per i nostri cari, amici tutti coloro che hanno trovato il paradiso ad accoglierli”.

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