Vertenza Maico Precompressi, interviene la Filca Cisl

VITERBO – Riceviamo dal segretario della Filca Lazio Nord, Marco Fazioli e pubblichiamo: “Quello che rimane dell’incontro di ieri all’Ispettorato del Lavoro di Viterbo tra le OO.SS. di categoria e la Direzione Aziendale dell’impresa Maico Prefabbricati, non lascia tanto spazio a dubbi e perplessità che hanno animato le menti ed i pensieri dei dipendenti della Maico, che sono da più di un mese in sciopero.Sicurezze poche, ma tante speranze…
Infatti, tra le righe del verbale  redatto  dall’ispettorato del Lavoro, si denotano delle forti preoccupazioni  da parte della Direzione Aziendale dovute alla cessata fornitura dei materiali necessari alla realizzazione dei manufatti  ed alle numerose commesse annullate. Ad oggi, le commesse in esecuzione riescono a garantire il lavoro fino a Febbraio 2018, e poi?
Sempre dal verbale, si denota la volontà da parte dell’azienda di procedere ad una riorganizzazione aziendale che prevede il cambio di oggetto sociale ed attività; in parole povere si vuole procedere ad uno stravolgimento del sito attraverso una riconversione societaria.
Nulla di trascendentale……… le parole dette dalla Direzione Aziendale sono state tante, ma in quanto a fatti, poco o niente.
La realtà delle cose, purtroppo, non sta nel mezzo come spesso accade ma pende vertiginosamente dalla parte degli operai; la speranza è che si proceda al pagamento della residua parte del mese di Luglio e della mensilità di Agosto, oltre al versamento delle rate al fondo complementare ARCO ed agli altri fondi aperti, entro lunedì prossimo.
Questo sarebbe un ottimo viatico per le tasche dei dipendenti,  che ci permetterebbe  di sederci al tavolo delle trattative per poter procedere alla sottoscrizione di un accordo quadro per il recupero dei ratei pregressi ai vari fondi, da depositare all’Ispettorato del Lavoro.
Tutto sembra volgere per il meglio, anche se sappiamo che questo è solamente l’inizio di un lungo e tortuoso percorso; tanti  i temi  da trattare e altrettanti da risolvere, a partire dall’ applicazione delle norme in materia di igiene e sicurezza all’interno dello stabilimento, tralasciata da troppo tempo.
Sappiamo peraltro,che il tutto e subito non è possibile e che il mercato del lavoro odierno non garantisce ampi margini di guadagno;  ma quello che chiedono i dipendenti non è altro che l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del settore Manufatti in cemento. Se al giorno d’oggi chiedere questo è utopistico, credo che il problema non rimanga circoscritto agli operai della Maico, ma a tutto il sistema lavoro. Troppe volte abbiamo dovuto sentirci dire dalla Direzione Aziendale che i pagamenti degli stipendi in tante realtà è ormai una prassi consolidata, questo purtroppo lo sappiamo anche noi,  ma sappiamo per certo che questa non può essere una giustificazione accettabile…….
Troppe volte ci si è nascosti dietro al problema della crisi del settore delle costruzioni per non pagare gli stipendi, senza considerare il fatto che dietro ai numeri ci sono le persone e dietro queste, ci sono le loro famiglie.
Aspettiamo pertanto lunedì prossimo, con l’augurio che questa sia la volta buona”.

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