Vetralla, Vittori: “Il bando giovani idee 2017 di Coppari puzzava di vecchio fin da subito”

VETRALLA (Viterbo) – Riceviamo da Michele Vittori e pubblichiamo: “Spiace ed è sempre inelegante, ribadire il concetto “l’avevamo detto”. Ma il “Bando giovani idee 2017” spacciato dall’Amministrazione Coppari come novità di contenuto e di metodo nell’erogazione dei contributi alla cultura, puzzava di vecchio fin da subito. Vale la pena riportare qualche stralcio di una nota pubblicata all’indomani della pubblicazione del bando sul profilo Facebook del sottoscritto:
“La retorica del “bando trasparente” in cultura è un pallino tipico del nicodemismo amministrativo della sinistra. Da questo punto di vista l’amministrazione attuale non ha inventato nulla. Chi ha uno sguardo smaliziato sulle questioni amministrative sa bene che il ricorso a questo modus operandi non garantisce proprio nessuno. L’adozione di un iter formale infatti non implica di per sè la neutralità sostanziale del soggetto politico che emana il bando.
Un’amministrazione che demanda tale esame al semplice apparato burocratico sta dichiarando implicitamente la propria incapacità o semplicemente non è in grado di assumersi le proprie responsabilità di mandato.”
Ora a quanto ne sappiamo (visto che sul sito del Comune a dispetto di quanto indicato nel Bando, non compare alcuna graduatoria), tra gli assegnatari del Bando figurano due manifestazioni, patrocinate dunque e finanziate dal Comune di Vetralla: la 3° edizione della “Festa della Patata” e “Tutti pazzi per il cinema” (spocchiosamente sottotitolato “prima edizione del Cinefestival vetrallese). Glissiamo sull’originalità -che pure è criterio richiesto dal Bando- delle manifestazioni. La “Festa della Patata” è infatti nata durante la precedente amministrazione, dalla quale aveva ottenuto patrocinio e contributo. Evidentemente per riconoscere “giovani idee” valide non era necessario montare l’ambaradan di un Bando e questa ne è l’implicita conferma. Pure sulla rassegna cinematografica, stendiamo un velo pietoso. Interessanti le pellicole proposte, ma di cinema sotto le stelle sono piene le rassegne estive di ogni angolo d’Italia da almeno un ventennio. Ma è quando si legge la lista delle associazioni che i sospetti sulla natura e le finalità del bando diventano certezze. All’organizzazione del “Cinefestival vetrallese” contribuiscono associazioni la cui definizione statutaria, nonchè l’organigramma, costituiscono una dichiarazione di principio che non si capisce cosa abbia a che fare con “eccellenze” e promozione del territorio. Innanzitutto l’Associazione Universitaria per la Cooperazione e lo Sviluppo, circolo ARCI è “un’associazione laica nata per rinnovare le prospettive di crescita dei Paesi in via di sviluppo, attraverso una gestione programmata e sostenibile delle risorse”. Lodevole, ma in cosa contribuisce alla crescita di Vetralla? Poi la Ghaleb Editore, che da anni opera in modo meritorio sul territorio. È poi presente l’Associazione Battiti, che opera per realizzare progetti a valenza sociale, ad esempio contro la differenza di genere. Tra i Soci Fondatori compare il Presidente del Consiglio Comunale Giulia Ragonese, promotrice con l’Assessore alla Cultura del Bando Giovani Idee 2017. Nessun conflitto d’interesse giusto? Ultima, ma non meno interessante, l’associazione TILT, che “è una rete di persone e di associazioni e di gruppi, in movimento. È un racconto comune, è un luogo di incontro e condivisione. Si pone l’obiettivo di costruire la sinistra partendo dalla nostra generazione, quella costretta all’irrappresentabilità, ma che è stata protagonista del risveglio di questo paese. E intende farlo senza paura, facendo battaglia politica nei e fuori dai partiti”. Insomma i cittadini vetrallesi stanno finanziando, con le proprie tasche, la costruzione della nuova sinistra. Ovviamente tutto nella trasparenza, a differenza di quanto facevano quei cattivoni della passata Amministrazione. Il Bando Giovani Idee è, senza rinunciare all’eleganza del giudizio, bluff e fuffa. Come quasi tutti gli atti dell’Amministrazione Coppari”  .

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