Carrozzeria Fiorillo


Via Saffi, posata la pietra d’inciampo in ricordo di Mariano Buratti (VIDEO)

di CHIARA TOSARONI –

VITERBO – Una pietra d’inciampo dedicata a Mariano Buratti, finanziere e partigiano italiano, è stata posata questa mattina a Viterbo, in via Saffi 1, luogo in cui Buratti visse e che da oggi è un punto di memoria per la città.

L’iniziativa si inserisce nel progetto promosso e coordinato da Elisa Guida, storica e socia fondatrice di ArteinMemoria, con l’obiettivo di portare la storia della Resistenza all’interno delle scuole.

Alla cerimonia hanno infatti partecipato anche le scuole secondarie di secondo grado, tra cui le classi del liceo classico linguistico intitolato allo stesso Buratti.

Il progetto, che gode dell’alto patronato del Presidente della Repubblica e del Comune di Viterbo, ha visto la presenza della sindaca Chiara Frontini.

La prima cittadina ha ricordato l’approssimarsi della ricorrenza del 27 gennaio, sottolineando come la posa della pietra contribuisca a rafforzare la memoria di Buratti, figura di riferimento per la comunità locale. Nel suo intervento,  ha inoltre evidenziato come una pietra d’inciampo possa rappresenta uno spazio di riflessione collettiva, un luogo che inviti a confrontarsi con le conseguenze estreme di cui l’essere umano può essere capace.

Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari, tra cui una rappresentanza della Prefettura di Viterbo e del Comune di Bassano Romano, città natale di Buratti.

Il comandante della Guardia di Finanza, Carlo Pasquali, ha ricordato come oggi Forte Bravetta, luogo della fucilazione di Buratti, sia sede di una caserma del Corpo. Nel suo intervento, ha richiamato il contesto complesso e incerto in cui operarono molti finanzieri durante gli anni della guerra, sottolineando come le scelte fossero spesso condizionate dalla mancanza di informazioni e dall’isolamento operativo.

In questo quadro, ha ricordato Pasquali, la vicenda di Buratti rappresenta una testimonianza delle difficoltà e delle responsabilità individuali affrontate in quel periodo storico.

Particolarmente toccante è stato l’intervento del nipote di Buratti, Paolo Bianchini, che ha rievocato alcuni ricordi d’infanzia e ha espresso il desiderio di poter incontrare gli studenti nelle scuole, per raccontare direttamente la storia e la vita di suo zio.

Prima della posa della pietra sono intervenuti anche Maurizio Ridolfi, presidente di Istoreco e l’ANPI di Viterbo, che hanno ricordato Buratti come una figura capace di ispirare la Resistenza e ribadito l’importanza di trasmettere questa memoria alle generazioni future.

 

Archivio online Tuscia Times
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE