Villa Buon Respiro di Viterbo: i sindacati di nuovo in piazza oggi dopo che i lavoratori non ricevono lo stipendio da tre mesi

Più di 100 utenti e 190 operatori in crisi a 20131209 102015Villa Buon Respiro. Stamattina si è svolta la manifestazione indetta dai sindacati in piazza del Plebiscito per chiedere un incontro con il Prefetto. Intorno alle ore 9,45 i rappresentanti sindacali sono stati fatti salire negli uffici della Prefettura dove si trovava già il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini. Il problema urgente è che i lavoratori di Villa Buon Respiro non ricevono lo stipendio ormai da tre mesi, che

diventeranno 4, se salterà ora anche dicembre più la relativa tredicesima. In più gli operatori devono continuare a lavorare per garan20131209 095551tire i livelli minimi assistenziali. Del resto la struttura ospita,come più volte sottolineato, delle persone con forti disagi, alcune delle quali non potrebbero essere seguite a casa, considerando poi che alcuni non hanno più neanche una casa dove andare. “Stanno facendo un pò il gioco dello scarica barili – spiega la 20131209 095647sindacalista della Cgil, Antonella Ambrosini – Nell’ultimo incontro con il direttore generale della Asdl Macchitella, ci è stata data rassicurazione che la Asl ha pagato. Quindi il problema starebbe dalla parte dei proprietari della struttura, gli Angelucci. Ecco perchè stamani abbiamo chiesto questo incontro in Prefettura per far sì che il Prefetto stesso insieme al sindaco si adoperino per fissare un incontro con la proprietà e capire una volta per tutte come mai gli stipendi non arrivano ai lavoratori. A noi interessa solo che vengano pagati”.

Dello stesso avviso Vittorio Ricci della Fials: “Non ci si spiega perchè – afferma Ricci – il gruppo Angelucci non metta a posto questa situazione. La Asl non c’entra nei mancati pagamenti, in quanto ci ha assicurato che erano a posto fino ad ottobre. Il datore di lavoro non rispetta, quindi, gli accordi. Con l’incontro di stamani speriamo di avere notizie dalla parte datoriale. Come Fials penso che la Regione nel predisporre gli accreditamenti debba prevedere nel contratto una clausola del vincolo al pagamento degli stipendi, pena la decandenza dell’accreditamento stesso e questo dovrebbe valere per tutte le case di cura accreditate”.

Ricci, inoltre, punta il dito anche sulla libertà di sciopero: “Bisognerebbe mettere in discussione la legge 146 e permettere che se il datore di lavoro non p20131209 095509aga il lavoratore possa scioperare. Invece, siamo legati a garantire i livelli minimi assistenziali”. Anche per Egidio Gubiotto della Confael e per Angelo Sambuci della Uil la situazione si è fatta ormai insopportabile. Lavorare senza percepire per tre mesi lo stipendio con il rischio di non prendere neanche quello di dicembre e la tredicesima, è un rischio che deve essere scongiur20131209 095750ato. “I lavoratori devono essere pagati. ecco perchè chiediamo – spiegano i due sindacalisti – un incontro urgente con la parte datoriale affinchè si snodi il bandolo di questa matassa. E’ ora di farla finita con lo scarica barili”.

Dopo l’incontro in Prefettura con il Dott. Tarricone ed il sindaco Michelini, da cui è emerso che la Asl ha liquidato effettivamente solo l’80% delle competenze (che si ridurrebbero al 70% dato che la banca anticipa non più del 90%), si è deciso per un incontro in settimana con la parte datoriale, il sindaco, il Prefetto Scolamiero ed il direttore generale della Asl Luigi Macchitella e che gli stipendi arretrati vengano corrisposti entro il 31 dicembre.

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