Villa Rosa: i sindacati scrivono alla Congregazione

Riceviamo dalla Cgil Fp, Ambrosini, Uil Fpl, Sambuci, Fials, Ricci, Ugl Sanità, Bernardini, Usb, Neri e pubblichiamo la lettera indirizzata alla villa-rosa-esternaProvincia Italiana della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù Alla Madre Superiora Provinciale Suor Agata Villadoro Via Urbisaglia 3/A 00183 Roma Oggetto: riscontro Sua nota dell’8 novembre 2013 Riscontriamola Sua nota di cui in oggetto, con la quale ha comunicato di

prendere atto della inefficacia del contratto di solidarietà sottoscritto il 24 luglio 2013 (ovvero di recedervi in via subordinata); il recesso unilaterale da un atto negoziale non sarebbe, ovviamente, possibile, tuttavia prendiamo atto a nostra volta dell’inevitabile… il contratto non recava indicazione del CCNL applicabile, e su questo punto non sussiste accordo tra le Organizzazioni Sindacali e la Vostra Congregazione – datrice di lavoro agli uomini e alle donne… Tuttavia, per spirito di Giustizia, che Lei più di ogni altro dovrebbe comprendere, non vogliamo colpevolmente tacere la verità… piuttosto terribile per Voi, invero… Fin dall’inizio era Vostra intenzione applicare ai lavoratori un regime contrattuale collettivo di minor favore; per vero lo avete affermato subito piuttosto chiaramente, e, del resto, già ancor prima noi lo avevamo compreso.

Fin dall’inizio Vi abbiamo dichiarato che non lo avremmo consentito, perché consentire non lo potevamo, del resto, dato che avremmo aperto uno spazio nel quale sarebbe passata la fine di ogni certezza per i lavoratori, di questo comparto, e degli altri, in seguito… Poi è cominciata la procedura per i licenziamenti collettivi… licenziamenti di uomini e donne, in carne, sangue, sentimenti e spirito, che poco c’entrano con i contratti collettivi… ma che avete fatto dipendere dalla incrollabile volontà di economie di scala. Tuttavia… pochi minuti prima della sottoscrizione dell’accordo, quel fatale 24 luglio 2013, avete chiesto per l’ennesima volta di applicare il CCNL UNEBA; e noi per l’ennesima volta vi abbiamo dichiarato che non consentivamo. Pochi minuti dopo è stato sottoscritto il contratto di solidarietà. In quel momento, sorella, era tutto chiaro, nessun dubbio possibile… negarlo sarebbe menzogna. Circa 36 ore dopo avete tentato di applicare il CCNL UNEBA, unilateralmente; abbiamo confermato che non lo consentiremo, e proprio in queste ore respingeremo il tentativo, iniziando le azioni giudiziali perché sia applicato il CCNL ARIS. Compreso che non potrete passare, da nessuna parte, oggi, scoprite l’inefficacia del contratto di solidarietà… inefficacia che Voi stessi, nella sostanza, avete determinato e perpetuato. Ancora oggi, sorella, sarebbe giusta (nel senso più alto della Giustizia) una parola vera, sulle vere ragioni della crisi che continuate a lamentare… Le sentenze dei Giudici ci diranno della giustizia degli uomini; della Giustizia dello Spirito decideranno i tempi… per certo Lei, sorella, non dovrebbe essere tra quelli che credono che il fine giustifichi i mezzi… Ammesso che un fine nobile possa mai esistere, in tutto questo…. e noi siamo, anzi, certi del contrario. Cordiali saluti”.

   

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