Vincenza Basta (Alleanza Sinistra, Verdi, Reti Civiche): “Mi candido perché voglio riempire di contenuto il termine sostenibilità”

VITERBO – “Sostenibilità è pretendere un salario minimo, perché sotto i 10 euro non è lavoro ma schiavitu’, è battersi per un Piano strategico per l’occupazione e l’impresa femminile, perché è inaccettabile che per ogni 10 posti di lavoro persi durante la pandemia, ben 9 siano di donne”, così Vincenza Basta, candidata alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre nel collegio Lazio 2 della Camera dei Deputati.

“In queste ore da più parti si sta lanciando l’allarme sui rischi legati agli approvvigionamenti energetici per l’autunno è alle prevedibili conseguenze che potrebbero colpire famiglie ed imprese. Quello che non si dice e’ che in questa situazione ci sono grandi imprese che sia stanno letteralmente arricchendo grazie anche alle speculazioni sulla vendita del gas. È per questo che chiediamo di tassare maggiormente gli extra profitti di queste imprese, sono risorse necessarie alle imprese e soprattutto alle bollette delle famiglie”, così Vincenza Basta, ad argomentare uno dei terreni del suo impegno in questa campagna elettorale.
“Così come l’emergenza climatica che abbiamo toccato con mano in questa torrida estate con una siccome mai vista, impone atti concreti, provvedimenti immediati, come un piano di investimenti per il risparmio idrico, con interventi massicci sulle reti, visto che circa il 40% dell’acqua che viene immessa si perde”, precisa Vincenza Basta.
“Serve una legge per il clima che contenga obiettivi vincolanti e finalità coerenti con gli scenari scientifici e che non sia solo un contentino di facciata privo di un impatto reale”
“Contrastare l’emergenza climatica significa anche sviluppare il trasporto pubblico per migliorare la qualità dell’aria e per soddisfare un bisogno sociale che la collettività chiede, soprattutto, nelle nostre province, dove per raggiungere la capitale a volte impieghiamo più di due ore”, argomenta Vincenza Basta.
“Ma parlare di sostenibilità significa anche battersi contro le ingiustizie sociali”
“Conosco sulla mia pelle quanto sia importante poter accedere ad una casa popolare nella vita di una persona. Rilanciare l’edilizia residenziale pubblica in una dimensione di welfare diffuso, quartieri in cui servizi, cultura, sport e socialità accompagnino il percorso di crescita ed emancipazione dei suoi abitanti, è un preciso obiettivo del mio impegno. Così come garantire un percorso di formazione gratuito dalla culla all’università, andando a ridurre le differenze sociali che caratterizzano anche l’esperienza universitaria”, ancora Vincenza Basta.
 “Ma per quanto mi riguarda la partita più importante rimane quella dei diritti.
In particolare il motore che mi muove, il bisogno viscerale che mi ha spinta ad accettare questa candidatura, è quello di poter dare spazio e voce alle donne”
“Siamo il 51% della popolazione italiana, ma impattiamo sulla politica come fossimo una minoranza. Siamo lo stato sociale di questo Paese e pretendiamo il riconoscimento del nostro lavoro anche attraverso l’indennità di caregiver. Ci prendiamo cura degli anziani, dei bambini; a volte coloro che accudiamo hanno una disabilità o si ammalano e questo richiede tutte le nostre energie psicofisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7”, così conclude Vincenza Basta.
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