di PAOLO MANCINELLI-
Negli ultimi anni le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) sono finite sempre più spesso sotto la lente degli organi di vigilanza. Le ispezioni, condotte principalmente da INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro, hanno l’obiettivo di verificare la regolarità gestionale, fiscale e lavoristica delle realtà sportive, un settore cresciuto rapidamente e caratterizzato da una normativa complessa.
Nonostante l’idea di un controllo ispettivo generi spesso preoccupazione, queste visite svolgono un ruolo importante per garantire correttezza, tutela dei lavoratori sportivi e trasparenza nella gestione delle attività.
Con l’introduzione della riforma dello sport, le nuove regole sui compensi e la trasformazione dei rapporti di collaborazione hanno posto le ASD e le SSD di fronte a responsabilità sempre più strutturate. Questo ha portato gli organi di vigilanza a intensificare i controlli, con particolare attenzione a:
• corretta iscrizione al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche;
• regolarità dei rapporti di lavoro o collaborazione sportiva;
• gestione dei compensi e delle comunicazioni obbligatorie;
• coerenza tra statuto, attività svolte e benefici fiscali richiesti.
Gli ispettori possono presentarsi senza preavviso, come accade nella maggior parte dei casi. Una volta arrivati, chiedono di parlare con il legale rappresentante e di visionare documenti fondamentali quali libro soci, statuto, verbali delle assemblee, contratti, piani di attività, registri contabili e documentazione relativa ai collaboratori.
La visita può includere anche l’osservazione diretta delle attività sportive e colloqui con istruttori o atleti presenti. L’obiettivo non è solo una verifica formale, ma soprattutto accertare che l’associazione o società svolga realmente attività sportiva dilettantistica e non una semplice attività commerciale travestita.
Dalle verifiche degli ultimi anni emergono alcune aree in cui le ASD e le SSD incontrano maggiori difficoltà, ovvero:
• Gestione dei collaboratori sportivi;
• Documentazione interna: statuti non aggiornati, verbali mancanti ecc;
• Aspetti fiscali: utilizzo improprio del regime agevolato.
Una buona formazione del personale amministrativo e un confronto periodico con consulenti specializzati possono ridurre in modo significativo i rischi di contestazione.
Le visite ispettive non devono essere viste come una minaccia, ma come uno strumento per rendere più solido e credibile il mondo dello sport dilettantistico. La crescente attenzione degli organi di vigilanza rappresenta infatti un passo verso un sistema più professionale, tutelante e capace di valorizzare il lavoro di migliaia di realtà che operano quotidianamente per promuovere lo sport sul territorio.






