Viterbo: alla Rassegna “Il Sal8 delle 6” il manoscritto inedito “Poliziotto” scritto da Nicola Longo

La Rassegna “Il Sal8 delle 6”, ideata da Pasquale Bottone, che dal 6 fino al 29 novembre sì svolgerà a Viterbo, si tinge di “noir” grazie ad un ospitePOLIZIOTTO SOVRACCOPERTA DEF Beppe d’eccezione, l’ex commissario della Polizia di Stato Nicola Longo che da poco ha pubblicato il libro: “Poliziotto” – storie vere di Nicola Longo”, edito da Castelvecchi. L’opera fa un quadro reale e avvincente non solo dell’operato di questo investigatore ed ex agente secreto (che ha lavorato per la DEA in tutto il mondo) ma

anche della criminalità organizzata presente a Roma dagli anni ’70 agli anni ’90. Un personaggio quello di Nicola Longo che suscitò la curiosità addirittura dello sceneggiatore Tonino Guerra e del cineasta Federico Fellini. Quest’ultimo avrebbe desiderato fare un film su colui che le cronache locali definivano il “Serpico italiano”, lo “007 italiano”, “il Fregoli della Questura di Roma”. Un sogno mai realizzato vista la morte improvvisa del Maestro ma di cui abbiamo una testimonianza proprio grazie a questo manoscritto inedito che è rimasto chiuso in un cassetto per oltre 20 anni e che ora, finalmente, vede la luce. Si tratta in realtà della presceneggiatura di questo film la cui origine è piuttosto travagliata. Infatti il commissario Longo aveva scritto un romanzo autobiografico intitolato “La valle delle farfalle”, luogo suggestivo della sua terra natia, la Calabria. Tonino Guerra ne era rimasto colpito tanto da farlo leggere a Fellini che decise immediatamente di realizzarne un film. Quest’ultimo lo propose al produttore Renzo Rossellini (che ne acquistò i diritti) ma a seguito di una disputa tra i due il progetto venne interrotto. Ma Fellini non volle arrendersi e spinse Longo a scrivere nuovi episodi che sarebbero quindi diventati un nuovo soggetto cinematografico questa volta intitolato “Poliziotto” (scelto tra altri numerosi titoli tra i quali “La Mala Vita” in contrapposizione alla “Dolce Vita” proposto Alfredo Bini che desiderava produrlo). Nel libro il cineasta Fellini pone a Longo una serie di domande sul ruolo del poliziotto, della magistratura dell’epoca per poi concentrarsi sulle sue operazioni volte a contrastare il traffico della droga, il riciclaggio dei soldi provenienti dal crimine organizzato e che lo hanno portato a far chiudere i laboratori che raffinavano la morfina base in eroina a Marsiglia o ancora ad arrestare numerosi esponenti della Banda della Magliana, ancora di personaggi illustri della ‘Ndrangheta e della Mafia, solo per citare qualche esempio. Episodi in cui la sua forza fisica, il duo fiuto si mescolano con alla sua umanità e al forte senso di giustizia che lo caratterizzano da sempre. Un’opera “sui generis” per Fellini che non aveva mai trattato nei sui film questo argomento e che invece era rimasto folgorato da quest’uomo che era solito definire “il poeta con la pistola”.

Un’amicizia profonda quella che legava Nicola e Federico, che li univa sia nella vita privata che sui set cinematografici. Non era insolito vederli aggirarsi nelle vie di Roma a bordo di una Kawasaki 900Z , una delle moto più potenti e veloci dell’epoca (immagine che è divenuta la copertina del libro) di proprietà di Longo alla ricerca di luoghi suggestivi in cui ambientare nuove scene e … pensare che il cineasta era terrorizzato dalle due ruote tanto che non era mai salito su una di esse fino ad allora.

   

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