Università Unimarconi

Viterbo, Andrea Micci (Lega) interviene sulla questione Tari

VITERBO – Riceviamo da Andrea Micci (Consigliere comunale Lega Viterbo) e pubblichiamo: “”L’amministrazione Frontini “prende” 2 milioni di euro dal bilancio, quindi dai cittadini, per coprire l’aumento della tassa sui rifiuti. Non comprendiamo dove sia il trionfalismo di tutto ciò, a parte quello di aver “mascherato” un aumento della tassa che comunque ci sarà e, a mio avviso, più alto di quel valore medio annunciato dalla giunta. Abbiamo già avuto modo di vedere, del resto, come il bilancio sia stato un po’ scambiato da Frontini come l’albero della cuccagna dove appozzare pure stavolta per contenere l’impopolare aumento della tariffa Tari, con una manovra che si tradurrà, più silenziosamente, in meno servizi o servizi più cari per i viterbesi. Saranno sempre loro a pagare. Detto in parole povere, Frontini toglie un pezzo di tariffa Tari e la mette a carico del bilancio. Ma da dove provengono anche questi soldi, se non dalle tasche dei cittadini? Insomma, siamo di fronte al gioco delle tre carte. Non si comprende, quindi, l’esultazione smisurata della sindaca nell’annunciare la manovra intrapresa che mette a carico del bilancio un altro pesante fardello. Evidentemente la valanga di soldi che le hanno lasciato le precedenti amministrazioni con il Pnrr e altri progetti, l’hanno abituata  a pensare che le casse comunali siano un po’ come quelle  piccole scatole magiche senza fondo,  dove si infila la mano e si tira fuori ciò che si desidera. Purtroppo non è così.
La vera stangata ai viterbesi è questa stessa amministrazione comunale che pensa solo a spendere come se le tasche dei cittadini fossero un pozzo senza fine in cui attingere, per cui si è pensato bene di spendere oltre 500 mila euro per il Natale, quasi 150 mila euro per San Pellegrino in Fiore, di assumere unità  esterne di personale per la segreteria del sindaco, di aumentarsi gli stipendi, di mandare alle stelle il costo dei parcheggi. La manovra di cui si dovrebbe vantare la Giunta, dovrebbe essere quella di spendere con più prudenza e in modo più efficace i soldi dei viterbesi. Ma così non è ci pare. La lista delle spese “pazze” è lunga. E per cosa? Un centro storico deserto, scenario di continui fatti di cronaca, le fontane che continuano ad essere senza manutenzione ordinaria e in molti casi senza acqua da oramai sei mesi,  il taglio dell’erba una chimera, l’unica cosa che si taglia sono i nastri, perfino sull’aiuola di piazza della Rocca, mentre ovunque impazza la foresta tropicale, per la seconda estate consecutiva. Lo stato della città oggi rimanda a un puzzle di promesse infrante. L’abbandono è tale che le alberature di viale Armando Diaz sono collassate a terra, morte, lo stato di Prato Giardino è comatoso, con le vasche ricoperte di melma, e i viali ingialliti. A pochi mesi dal Giubileo, un’occasione unica di lavoro per la città, nella giunta c’è ancora uno scaricabarile su quale assessore se ne debba occupare. E che dire del turismo: a parte i viaggi della giunta a qualche fiera, sparito il sito, finite, tempo fa, pure le cartine turistiche e dati sulle presenze non proprio incoraggianti. Sull’ufficio turistico si naviga a vista: mentre pensano a dove metterlo, è saltato il bando per la gestione, e alla pensilina è arrivato  il mercato dell’ortofrutta. Sulla Tari abbiamo assistito in commissione  e in consiglio comunale a una  girandola di numeri, per dire infine che l’aumento sarebbe di pochi spiccioli, con tanto di esempi dell’assessore Angiani: il prezzo dei cornetti lieviterà di poco, le cartatelle di prosciutto saranno solo un po’ più salate. I consumatori ora dormiranno sonni più tranquilli. Finché non saranno loro a fare i conti, non solo sulla Tari, ma pure su quanto è costato il governo del patto civico a questa città. E per fare cosa? Per spendere i soldi e realizzare i progetti altrui che hanno trovato pronti e finanziati? Abbiamo qualche dubbio che quando saranno i cittadini a tirare le somme, saranno le stesse di quelle della sindaca e della sua giunta. E stavolta non l’aiuterà qualche espediente contabile”.

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