Viterbo: arrestato per furto di un vaso di rame e di una pistola ad aria compressa, 31enne peruviano

Nell’ambito di mirati servizi di polizia giudiziaria finalizzati a contrastare i fenomeni del reato contro il patrimonio, nella tarda mattinata di ieri personale della Squadra Mobile e dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura ha trattoquestura-palazzo in arresto, per il reato di furto aggravato, M.G.M.A. di anni 31 di origine peruviana. Verso le ore 11,30, infatti, un equipaggio della squadra Volante veniva inviato dalla sala operativa presso una ditta di pulizie, sita in questo centro cittadino, per un presunto furto. Sul posto gli operatori della Polizia contattavano

la richiedente, nonchè titolare dell’impresa, la quale aveva chiamato il 113, poichè le era stato riferito che un loro dipendente, durante l’orario di lavoro in un condominio sito nel quale Cappuccini, verosimilmente aveva rubato un oggetto di rame. Di ciòà era stata informata dall’amministratrice del condominimo, che, a sua volta, era stata contattata da uno dei residenti nel palazzo, che lamentava, al termine delle pulizie, il furto di un vaso porta ombrelli in rame, che era posizionato fuori la porta della sua abitazione. Gli operatori della Mobile e della Voltante, giunti sul posto, dopo aver ricostruito i fatti, procedevano ad una perquisizione q carico di M.G.M.A. con esito positivo, in quanto all’interno della sua autovettura, veniva rinvenuto il vaso sparito poco prima. Inoltre, l’accurata perquisizione consentiva di ritrovare una pistola ad aria compressa, modello 92 FS, con tanto di involucro, che da accertamenti successivi risultava essere stata rubata il giorno precedente, in un garage di uno stabile vicino. Il peruviano veniva ccompagnato presso gli uffici della Questura e, dopo le formalità di rito, dichiarato in arresto per furto aggravato. Dell’avvenuto arresto veniva immediatamente informato il magistrato di turno della Procura di Viterbo. Venivano poi rintracciati i due proprietari degli oggetti trafugati, i quali dopo aver formalizzato la denuncia ed averli riconosciuti come propri, ritornavano in possesso dei loro beni.

   

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