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Viterbo Capitale della Cultura 2033, il Comune accelera ma la Regione è in ritardo

di REDAZIONE-

VITERBO- A un mese dall’annuncio ufficiale della Regione Lazio sulla candidatura di Viterbo a Capitale della Cultura 2033, l’amministrazione comunale denuncia lo stallo istituzionale che rischia di rallentare il percorso. Durante il Festival dell’economia della cultura, la vicepresidente regionale Roberta Angelilli aveva indicato Viterbo come obiettivo strategico, ma a quelle dichiarazioni non è ancora seguita un’adesione formale.

A evidenziare la situazione è la relazione generale del Documento unico di programmazione (Dup) del Comune, che fa il punto sullo stato della candidatura e segnala l’assenza di atti ufficiali da parte della Regione Lazio. Palazzo dei Priori rivendica di aver avviato concretamente il lavoro: è stato aggiudicato l’appalto per la promozione, attivata un’open call e realizzato un laboratorio di coprogettazione che ha coinvolto numerose realtà del territorio.

Il nodo centrale resta però la mancata costituzione del comitato promotore, elemento fondamentale per dare forza e struttura alla candidatura. Nonostante gli impegni verbali assunti dalla Regione, l’adesione al protocollo non è stata ancora formalizzata, lasciando il Comune in attesa del necessario supporto politico-istituzionale.

L’amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini mantiene toni diplomatici e parla di un possibile rallentamento burocratico, auspicando una rapida soluzione per non compromettere l’iter in corso. Allo stesso tempo, lancia un appello chiaro alla Regione Lazio affinché confermi con atti concreti la volontà di sostenere la candidatura di Viterbo. Dopo le dichiarazioni pubbliche, ora la città attende le firme.

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