Viterbo celebra Giuseppe Verdi

verdiNell’agosto del 1855 fu inaugurato il Teatro dell’Unione di Viterbo. In cartellone, in quella straordinaria serata d’aperura del teatro comunale di Viterbo, c’era anche il “Viscardello”, un dramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. Una curiosità, questa, che testimonia il legame della Città dei Papi col Maestro di Roncole di Busseto. 

Oggi Viterbo vuole rendere omaggio al grande musicista Verdi, in occasione del bicentenario della sua nascita, con una serie di iniziative promosse dal Touring Club e dall’associazione culturale Incontri Mediterranei di Orte, che ha dato il suo supporto tecnico, in collaborazione con le Amministrazioni provinciale e comunale e con la partecipazione fattiva di alcune realtà come il Museo Nazionale Giuseppe Verdi di Busseto, il Laboratorio del Restauro e il Consorzio biblioteche di Viterbo.

verdi 1La manifestazione, presentata questa mattina a Palazzo Gentili dal console del Touring Club locale, Vincenzo Ceniti, dal sindaco Leonardo Michelini e dagli assessori alla Cultura, Giuseppe Fraticelli e Giacomo Barelli, prevede due giornate dedicate a Verdi, con un nutrito e concentrato programma di appuntamenti.

Ad aprire gli eventi in cartellone, un incontro con Barbara Aniello, violoncellista e musicologa viterbese che, venerdì 13 settembre alle ore 21 nella chiesa di Santa Maria della Verità, proporrà un interessante ascolto guidato del monumentale Requiem verdiano.verdi 2

 

Sabato 14, in piazza Verdi si susseguiranno alcune iniziative. Alle 18 verrà scoperto il busto del Maestro, dopo l’intervento manutentivo fatto dagli esperti del Laboratorio di restauro della Provincia di Viterbo.

Seguirà un concerto, con musiche verdiane, della banda musicale “Città di Orte”, diretta dal maestro Armando Fiabane.

“Questo omaggio che la città di Viterbo vuole fare al Maestro Giuseppe Verdi non si esaurisce in queste due sole giornate – ha spiegato il console del Touring, Vincenzo Ceniti, anima e mente di questo prestigioso progetto – Grazie, infatti, all’idea del commissario del Consorzio biblioteche, Paolo Pelliccia, verrà allestita nella sala delle esposizioni di viale Trento, una mostra documentaria su Verdi. Sarà questo un forte legame con le scuole, dal momento che la mostra rimarrà aperta soprattutto alle scolaresche. Un modo per avvicinare le giovani generazioni alla cultura e, in questo caso, alla musica in particolare”.

verdi 3La cultura e la sua valorizzazione, al centro degli interventi del sindaco Michelini e degli assessori provinciale e comunale, Fraticelli e Barelli.

“In un periodo di crisi come questo – ha sottolineato il primo cittadino di Viterbo – è importante puntare sulla cultura, valorizzando realtà significative che arricchiscono il prestigio della nostra città. Riscoprire la storia musicale, rendendo omaggio ad uno dei maggiori compositori di tutti i tempi, significa anche ripercorrere un periodo storico in cui la città di Viterbo ha vissuto, anche musicalmente, un’epoca di vero fulgore. La nostra Amministrazione punta molto sulla cultura. A breve verrà riaperta Ferento e sarà accessibile alle visite scolastiche, come una volta. Le scolaresche saranno di nuovo invitate a conoscere un sito che fa parte della nostra storia e che deve essere valorizzato , come tutte le altre risorse del territorio. E a proposito del busto di Verdi, mi auguro che si possa posizionare in un posto più accessibile e ben più visibile”.

Il busto marmoreo, scolpito dall’artista romano Silvio Sbricoli all’inizio del secolo scorso, è stato sottoposto all’attento intervento degli esperti del Laboratorio del restauro.

“E’ stato un lavoro abbastanza breve, che è durato soltanto tre giorni – ha spiegato il direttore Paola Sannucci, coordinatrice dell’intervento eseguito dai restauratori Linda Bernini, Dino Paparoni e Anna Tozzi – siamo soddisfatti del risultato ottenuto anche se bisognerebbe trovare una collocazione più idonea al busto di Verdi. Il restauro ha eliminato la patina nerastra e tutti quei microrganismi che si erano depositati sul marmo, peraltro non di altissima qualità e in parte compromesso. Ora il busto ha riacquistato il suo candore e una certa brillantezza”.

“Con queste manifestazioni – ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura, Giacomo Barelli – si celebra Giuseppe Verdi e si ricorda la sua figura in primis come musicista ma anche come uomo politico, patriota, italiano”.

“Nonostante tutte le difficoltà economiche – ha sottolineato l’assessore provinciale Giuseppe Fraticelli – siamo riusciti ad imbastire un programma di eventi più che dignitoso. E’ il segnale significativo della vitalità del territorio, soprattutto dal punto di vista culturale”. Di grande interesse sarà la conferenza di Barbara Aniello sul capolavoro sacro verdiano.

“E’ un vero e proprio monumento musicale – ha anticipato la musicologa – Il Requiem di Verdi si discosta da quello di tutti gli altri Requiem dei vari compositori perché offre l’occasione di assistere, attraverso la musica, alla lotta tra l’uomo e Dio. La particolarità di questa partitura è che non ci sono vincitori né vinti. E’ un testamento spirituale che il Maestro ha dipinto attraverso i suoni”.

A proposito di suoni, non poteva mancare la musica, suonata dal vivo, in questa celebrazione verdiana. E dal momento che la città di Viterbo non possiede una sua banda (anche se in un passato alquanto recente sono stati fatti alcuni tentativi di istituire un ensemble bandistico originale), sarà la banda della Città di Orte a far risuonare le più celebri melodie verdiane.

Grazie alla collaborazione e all’organizzazione tecnica dell’associazione Incontri mediterranei, presieduta da Giorgio Petrucci, sabato sera in piazza Verdi si potranno ascoltare alcune pagine musicali delle opere più famose. I brani tratti da Rigoletto, Ernani, La traviata, I Lombardi alla prima Crociata, Aida, Nabucco risuoneranno, eseguite da un complesso bandistico che fa parlare di sé dal 1815.

La banda di Orte eseguirà anche l’Inno di San Vittore, composto da Otello Benedetti (1907-1972), storico direttore della Banda “Cesare Dobici” di Viterbo.

   

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