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Viterbo, Cepparotti (Lega): “Sull’emergenza cinghiali non si può più aspettare”

VITERBO – Riceviamo da Elisa Cepparotti (Coordinatore comunale Lega Viterbo) e pubblichiamo: “Sull’emergenza cinghiali non si può più aspettare. Apprendiamo dell’ennesimo annuncio arrivato ieri in consiglio comunale dalla maggioranza Frontini circa l’imminenza di misure di abbattimento. Intervento oramai non più procrastinabile. Ci auguriamo, quindi, che al più presto si passi realmente dalle parole ai fatti.
Assistiamo giornalmente a innumerevoli segnalazioni, anche dal carattere ironico, di concittadini che trovano branchi di cinghiali che bivaccano nelle principali vie di Viterbo e frazioni, in pieno centro e in orari diurni.
Spesso nei branchi sono presenti moltissimi cuccioli, cosa che allarma ancora di più per due aspetti molto seri: il primo, i cuccioli diventeranno adulti ed il fenomeno sarà incontrollabile.
Secondo, le femmine-madri difendono sempre e comunque la loro prole in ogni modo, quindi la pericolosità di venire aggrediti è seria e reale.
A questo si aggiunge un problema di ordine sanitario e d’igiene pubblica, in quanto il rovistare continuo nei mastelli dell’ immondizia e il lasciare escrementi in giro, costituiscono un fattore di rischio per la salute dei cittadini, che devono sostenere i costi degli ulteriori servizi di pulizia.
Il comune di Viterbo, la Provincia e la Regione Lazio, in collaborazione con le Associazioni di categoria che promuovono diversi progetti, devono farsi subito carico di un massiccio intervento di contenimento della specie che argini velocemente un fenomeno dilagante e sempre più ingestibile.
Quindi per il bene di tutta la comunità viterbese, e in questa  fase ormai emergenziale, va subito stabilito con gli organi preposti un piano di contenimento della specie che riconfini questi animali nel proprio habitat naturale, portando anche loro del cibo, in maniera tale da scoraggiarli a venire in città per sfamarsi. La numerosa presenza sul territorio innesca poi il rischio di danni alla circolazione e alle produzioni locali.
Da valutare, a mio avviso, anche la possibilità di ampliare la forbice della caccia, anticipando l’apertura e posticipando la chiusura, se necessario.
Gli animali hanno i loro diritti, ma anche i nostri cittadini devono poter uscire di casa serenamente con i figli o i propri animali domestici senza la paura di essere attaccati.
Sembra davvero di vivere in un mondo al contrario”.

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