di REDAZIONE-
VITERBO- Ultimo giorno del 2025, tempo di bilanci per tutti. Per la Tuscia quest’anno che sta per terminare è stato un anno complesso e carico di eventi per Viterbo e l’intera Tuscia: tragedie, indagini, scoperte archeologiche, emergenze ambientali, ma anche segnali di speranza, crescita culturale e momenti di festa collettiva. L’anno si è aperto con l’inchiesta sulla casa di riposo Villa Daniela di Latera, dove sono emersi gravi episodi di maltrattamenti ai danni degli ospiti: violenze fisiche, minacce, legature e persino abusi sessuali. A Viterbo, invece, si scrive una pagina positiva: l’ospedale viene intitolato a Santa Rosa e si inaugura la nuova ala, chiudendo un cantiere atteso da oltre mezzo secolo.
A febbraio il maltempo colpisce duramente la costa: i fiumi Mignone e Marta esondano, provocando allagamenti e danni tra Tarquinia e Montalto di Castro. Nello stesso mese a Viterbo le forze dell’ordine sgomberano gli appartamenti popolari occupati abusivamente nel quartiere San Faustino, dove vivevano anche minori e animali.
A marzo, ad Orte si assiste alla spettacolare demolizione di due viadotti sulla superstrada, abbattuti con migliaia di microcariche che risuonano per chilometri. A Civita Castellana esplode invece la tensione legata allo spaccio: una rissa con armi da taglio porta al ferimento di due giovani e all’arresto di quattro persone per tentato omicidio.
Ad aprile il mattatoio di Acquapendente viene occupato da 33 attivisti che liberano 17 agnelli e bloccano la catena di macellazione per ore, prima dello sgombero. A Viterbo, invece, si accendono le nuove luci a led delle mura medievali, un intervento che restituisce valore estetico e identitario all’antica cinta muraria.
A maggio un traguardo storico per il territorio: all’aeroporto militare di Viterbo atterra il primo executive jet, segnando l’avvio dell’apertura al traffico civile. La ferrovia Roma–Viterbo vive invece un momento critico: un treno deraglia a Porta Fiorentina, causando danni a linea e carrozza e la sospensione della circolazione.
A giugno Viterbo piange la morte del quindicenne Leonardo Cristiani, vittima di un tragico incidente in moto su viale Trieste. Pochi giorni dopo un violento incendio devasta la facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia: per la ricostruzione vengono stanziati fondi ingenti.
La Tuscia ritrova però anche la sua storia più antica: a Barbarano Romano emerge una tomba etrusca intatta del VII secolo a.C., con un corredo di straordinaria ricchezza.
A luglio a Montalto di Castro un ragazzo di 17 anni perde la vita dopo essere rimasto sepolto in una buca profonda nella sabbia, da lui stesso scavata. Intanto all’aeroporto militare di Viterbo viene scoperto un ordigno bellico: i genieri lo disinnescano e lo fanno brillare al poligono di Monte Romano.
A Fabrica di Roma, durante una festa, un 31enne muore tentando di difendere la sorella da un’aggressione.
Ad agosto, dopo oltre tre anni di chiusura, riaprono le terme del Bagnaccio, con tutte e quattro le vasche termali nuovamente accessibili al pubblico.
A settembre, poche ore prima del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, due giovani turchi vengono arrestati a Viterbo perché trovati in possesso di armi e munizioni.
Il mese si chiude con un grande evento sportivo: la Half Marathon Città dei Papi, che vede trionfare Marouan Razine e richiama atleti e cittadini da tutta Europa.
Ad ottobre a Viterbo un colpo lampo alla gioielleria Rotisciani porta via preziosi in pochi minuti.
La polizia individua e arresta anche i responsabili di ripetuti furti di farmaci salvavita all’ospedale, avvenuti tra primavera e autunno.
A novembre, dopo mesi di ricerche viene ritrovato nei boschi della valle del Treja il corpo di Andrea Gentili, l’83enne scomparso da Calcata a settembre.
A dicembre la provincia si accende con il passaggio della fiamma olimpica, che attraversa Viterbo, Tarquinia e Montefiascone verso Milano-Cortina 2026. Ma il mese si chiude con un grave disagio: un treno Italo resta bloccato per oltre sette ore in una galleria tra Gallese e Orte, lasciando 460 passeggeri senza aria né servizi funzionanti.
Il 2025 della Tuscia è stato un anno di contrasti: dolori profondi, crisi strutturali, ma anche scoperte straordinarie, ritorni simbolici e momenti di coesione.








