Viterbo e Santa Rosa: riflessioni di Emanuele Ricucci

Riceviamo da Emanuele Ricucci, direttore di Cultuscia.com e pubblichiamo: “Uno spirito unico, pressoché inimitabile, penetra le anime dei viterbesiMACCHINASANTAROSA-SAGRATO nel celebrare, da secoli, la loro Santa Patrona. Quello spirito magnanimo, collettivo, organizzativo. Turistico ed ambizioso. Spontaneo e fiero. Un’espressione secolare ed istintiva che magnificamente, in quella

occasione, prende vita, riempie piazze, colora vicoli, produce cooperazione e collaborazione tra istituzioni, cementa la cittadinanza, genera una città sveglia, produttiva, operosa. Celebrazioni , ritualità, azioni e tradizioni che, nel tempo, hanno generato un evento incredibile. Capace di vivere negli occhi del mondo; più grande ed importante di ogni pensiero, sentore ed opinione in merito. Di ogni ambizione.

Più imponente per essere ristretto in limiti territoriali. Questo spirito, quest’anima dovrebbe essere quotidianamente nella lungimiranza di Viterbo e delle sue amministrazioni politiche, delle sue istituzioni. Di questo pane dovrebbe nutrirsi ogni giorno. Per tutto l’anno. Nel limite di ogni oggettiva possibilità. Lo merita la città, lo merita la Tuscia.

Lo meritano i suoi cittadini, la sua comunità e le sue avanguardie, le sue ispirazioni ed espressioni artistiche, umane e culturali. La “Macchina” è fervore e sintonia. Tradizione, sacrificio ed impegno. Sentimento puro e devozione. Ma è anche organizzazione, strutturazione, progettazione, investimento, ricerca, promozione. Queste le parole chiave che dovrebbero animare l‘arte, la cultura, l‘innovazione, la modernità, la società, l‘amministrazione, la politica viterbese. Nonché il turismo. Vocabolo gettonato proprio del repertorio di base della politica. Mai, finora, considerato come una risorsa fondamentale nei fatti, strutturato ed organizzato, sotto diversi punti di vista.

Con cura e costanza quotidiana, con la stessa premura il nome, le qualità e le caratteristiche della città evolverebbero in misura concreta. Bilanci a parte. La qualità porta ad intelligenti stanziamenti, non la mera quantità. Nell’ispirazione della sua Santa Patrona, costante ogni giorno, evolva non solo una splendida celebrazione ma una città che merita incredibilmente, carica di risorse in cui credere, di una storia affascinante da non dare per scontata. Viterbo e la Tuscia hanno sempre un motivo per dare il meglio di loro. Oltre ogni limite temporale e territoriale. Uno spunto di riflessione diretto a tutti.

A chi democraticamente detiene il governo, l’amministrazione e l’istituzione della città. A chi ha una grande responsabilità, quella di garantire grandezza legittima e continuità con la storia lontana e recente. Ogni giorno, anche su questo “cercamo de esse tutti de ‘n sentimento”!

Con i più sinceri complimenti dedicati a chi ha fatto in maniera tale che sia stato un grande “trasporto” come ogni anno”.

   

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