Viterbo, Giulio Della Rocca non si candiderà: “Limitato dal tempo”. E sulla Frontini…

di SIMONE CHIANI-

VITERBO – Giusto qualche settimana fa si era parlato di una sua possibile candidatura come Sindaco della Città dei Papi; oggi Giulio Della Rocca torna ad aggiornare il popolo viterbese sull’avanzamento del progetto.

  • C’è stata una svolta nella tua idea di candidarti sindaco? Stai preparando qualcosa di concreto?

Non mi candido. Non mi candido perché le elezioni saranno probabilmente a fine maggio, e non c’è il tempo di preparazione necessario per costruire un progetto attendibile e serio. Sono impossibilitato.

  • Vorresti, dunque, provare a entrare nella lista di qualcun altro? Magari di Chiara Frontini?

Non ho nessuna intenzione, anche perché sinceramente mi sembra che i fronti siano soltanto 2.

Chiara resta la prima scelta per me, ma sta facendo degli errori madornali.

  • Di che tipo?

Prima di tutto 4 liste sono una stupidaggine. La sua debolezza, percepita da molti, è la squadra di 128 persone; mettere in fila 128 persone significa che inevitabilmente un centinaio siano così così; questo è l’errore principale, sicuramente.

  • Torniamo a te. Hai comunque in programma, in futuro, magari tra 5 anni, di preparare qualcosa a livello politico?

Secondo me il civismo a Viterbo ha una sola possibilità: se vince Chiara questa volta. Sennò non c’è più modo; tornerebbero i Partiti in pompa magna.

Se Chiara funziona è un grande guadagno per la città, ma se dovesse fallire non ci sarebbe più spazio per il civismo.

  • Quali sarebbero state le aree di intervento privilegiate?

I problemi principali per Viterbo sono economico e demografico. Il problema demografico non è considerato da nessuno, perché tutti i politici pensano esclusivamente alla prossima elezione; invece, come diceva De Gasperi, un bravo statista pensa alla prossima generazione.
Avevo, su questo, delle idee molto incisive.

Sul piano economico invece la mancanza di liquidità del sistema può essere risolta solo dal turista che porta i soldi e va via. Poi i fondamentali dell’economia sono un’altra cosa, ma il problema della liquidità potrebbe essere in parte risolto così.

  • Quindi, a modo tuo, lavorerai comunque per il bene della città?

Io ho detto a tutti, a Chiara Frontini, a Ubertini, a Enrico Panunzi, che sono disponibile. Non come figura politica, non come assessore, ma gratuitamente. Sono a disposizione per fare ciò che serve alla città. Sono disposto a tutto. Il mio obiettivo è e sempre sarà il bene della città. Ma probabilmente la politica non funziona così.

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