Viterbo, gli studenti del Liceo Ruffini: “La nostra occupazione non è irresponsabile”

VITERBO – Riceviamo dagli studenti occupanti del liceo Ruffini e pubblichiamo: “Oggi, a causa di un guasto all’impianto elettrico, gli studenti della sede di via della Verità dell’istituto superiore Paolo Ruffini hanno dovuto partecipare alle lezioni a distanza e non in presenza. Tramite una circolare uscita ieri sera sul sito ufficiale dell’istituto la Preside e la sua amministrazione hanno deciso di far restare a casa tutti gli studenti per seguire le lezioni in DAD.

La scelta della Dirigente di spostare gli studenti in didattica a distanza invece di sospendere le lezioni è fortemente discutibile, vista anche il Decreto Legge n. 111 del 2021, che afferma che la didattica a distanza esiste per essere applicata in caso di zona rossa o quarantena, e non parla di problemi relativi agli ambienti scolastici.

Non è la prima volta che vengono prese decisioni poco condivisibili dagli studenti e distanti da questi e dalle loro necessità. I ragazzi aspettano ancora, infatti, la solidarietà della Dirigente Scolastica per gli attacchi subiti sabato sera ai danni degli occupanti e della struttura scolastica stessa. Gli studenti, verso cui la Preside non ha dimostrato certo fiducia riguardo alla gestione dell’occupazione, sono stati invece coloro che hanno protetto la struttura, mantenendo l’ordine e limitando i danni da parte degli squadristi. Non è quindi chiaro il motivo per cui la Preside ha ignorato la situazione, o quello per cui continuino a dipingere gli studenti come degli irresponsabili, nonostante gli ultimi dati sul covid all’interno dell’occupazione. Dalla giornata di ieri, infatti,  il personale Asl ha iniziato ad effettuare tamponi su base volontaria a tutti gli studenti occupanti, e tra tutti i ragazzi sottoposti neanche uno è risultato positivo.

Riteniamo, quindi, che non sia corretto rappresentare la nostra occupazione come qualcosa di irresponsabile e sprovveduto, dati sia i numerosi e, per l’ennesima volta, evidenti problemi della scuola, sia i risultati incoraggianti dei tamponi effettuati agli studenti”.

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