di REDAZIONE-
VITERBO- Come in tutta Italia, anche a Viterbo il 2 novembre è stato dedicato alla commemorazione dei defunti, una tradizione profondamente radicata nella cultura cattolica e nella vita cittadina. La ricorrenza, istituita nel 998 d.C. dall’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny, nacque con l’intento di dedicare una giornata alla preghiera per tutte le anime dei fedeli scomparsi. Da allora, il rito si è diffuso in tutta la cristianità, diventando un momento universale di memoria e raccoglimento.
Quest’anno, la partecipazione dei viterbesi è stata particolarmente numerosa. Fin dalle prime ore del mattino, il cimitero di San Lazzaro è stato meta di un costante afflusso di visitatori che, con mazzi di fiori in mano, hanno voluto rendere omaggio ai propri cari. Crisantemi, ciclamini e rose hanno colorato tombe e loculi, simboli di un affetto che resiste al tempo.
L’elevato numero di persone ha tuttavia causato qualche disagio logistico, soprattutto nella zona dei parcheggi attorno al camposanto, rapidamente saturati. Nonostante ciò, l’atmosfera è rimasta serena e rispettosa, segno del profondo valore che questa giornata continua a rivestire per la comunità.
Anche il cimitero di Bagnaia ha registrato una buona affluenza, confermando il forte legame dei cittadini con questa tradizione. Da segnalare, inoltre, la stabilità dei prezzi dei fiori, che ha permesso a tutte le famiglie di partecipare al rito senza eccessivi costi.
Il 2 novembre a Viterbo si conferma così come un momento di unione tra memoria, spiritualità e partecipazione popolare: un gesto collettivo di affetto e rispetto verso chi non c’è più, ma continua a vivere nel ricordo di tutti.








