Viterbo, “Per non morire d’arsenico”: intervento di Solidarietà cittadina con una manifestazione in piazza del Comune sabato 14 dicembre

Riceviamo da Solidarietà Cittadina, aderente al comitato “Non ce la beviamo” e publichiamo: “Dopo oltre cinque mesi dall’elezione del nuovo sindaco casetta-acquanon è stato ancoranoicelaffaciamo-volantino svelato alla cittadinanza in quale modo il comune di Viterbo intenda affrontare il problema dell’acqua all’arsenico. Abbiamo soltanto sentito parlare di sgravi fiscali, peraltro

mai concessi, per l’installazione di impianti di depurazione familiare: proposta gravemente discriminante e lesiva della dignità di coloro i quali non potrebbero permettersi un dearsenizzatore domestico. La correlazione tra arsenico e vari tumori è nota da diverso tempo ed è stata concordemente osservata in numerosi studi, come quelli recentemente redatti dal CNR e dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio.

Ma la cittadinanza non ne è a conoscenza, o almeno non come dovrebbe. Tutto ciò che abbiamo a disposizione sull’argomento è il comunicato disinformativo – stringato, volutamente poco chiaro, letto sicuramente da una minoranza di utenti – allegato alle nostre bollette dell’acqua che sono, ricordiamolo, tra le più care d’Italia. In qualità di cittadini abbiamo il diritto di essere correttamente informati e debitamente salvaguardati. Nella sua qualità di tutore della salute pubblica, il sindaco ha il preciso dovere di rendere edotta la cittadinanza sui rischi reali legati all’assunzione di arsenico. L’informazione fornita dal comune è stata e continua ad essere scarsa, lacunosa e difficilmente reperibile: tanto da indurre molte persone a credere si tratti di esagerazioni. “L’abbiamo sempre bevuta.. “: chi di noi non si è sentito rispondere in questo modo almeno una volta? Per questo il sindaco ha responsabilità gravissime: è il suo silenzio colpevole a indurre buona parte della cittadinanza a sottovalutare il problema. La diffusione capillare di opuscoli informativi, scritti chiaramente ed esaustivi nei contenuti, non è prerogativa della campagna elettorale: il sindaco sia onesto, dica ai cittadini di osservare scrupolosamente le limitazioni di utilizzo, e nel contempo renda noto il programma per contrastare l’emergenza. Perché di emergenza si tratta, ma nessuno ha il coraggio di dirlo, tanto meno di scriverlo. E ci dica anche, il sindaco, se e come verranno realizzati gli impianti comunali di dearsenizzazione o qualsiasi altra soluzione ritenuta opportuna, e soprattutto quando entreranno in funzione: la cittadinanza ha bisogno di acqua potabile subito. Dobbiamo fare fronte all’emergenza dotandoci di mezzi in grado di raggiungere capillarmente ogni punto del territorio comunale, così da consentire finalmente ai cittadini tutti, non solo a chi può, di rivendicare il diritto alla salute.

E proprio perché la salute è un diritto, occorre che il comune si faccia garante di questo coordinandosi, secondo le modalità che riterrà idonee purché SUBITO, con ASL e Regione, al fine di eseguire controlli periodici e gratuiti sulla popolazione per individuare e contrastare le conseguenze sulla nostra salute derivanti dalla assunzione prolungata di arsenico, fluoruri e vanadio presenti nella nostra acqua. La gravità della situazione non ci consente di tollerare oltre un simile atteggiamento di inerzia da parte delle istituzioni; i nostri amministratori dovranno essere chiamati a rispondere per tali responsabilità e negligenze.

Abbiamo bisogno di iniziative serie, risolutive e urgenti. Il sindaco si faccia finalmente carico dei problemi reali della città. Il comitato “Non ce la beviamo” si fa promotore di una iniziativa finalizzata ad una corretta informazione sull’acqua e sui rischi connessi, e naturalmente all’individuazione dei rimedi più opportuni per restituire acqua potabile ai cittadini.

Partecipiamo numerosi alla giornata dell’acqua, giornata di festa e di impegno sociale: troviamoci sabato 14 dicembre a partire dalle ore 10,30 a piazza del Plebiscito (piazza del Comune).

Diamo il nostro contributo in questa battaglia di civiltà e giustizia.

Troviamoci tutti: donne, uomini, bambini, giovani, vecchi, sani, malati, studenti, disoccupati, lavoratori…“ognuno con i suoi mezzi”:… strumenti musicali, giuochi, maschere, bandiere… Per rivendicare il nostro diritto alla salute. Per riscoprire la sana e giusta prassi della partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale e politica della città”.

   

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