Viterbo: presentato in Comune il libro “Matti persi matti ritrovati”

“Matti persi, matti ritrovati” è il libro presentato lo scorso sabato nella sala consiliare del Comune di Viterbo, dall’associazione Afesopsit di Vito Ferrante, libro-mattipersi-altoalla presenza del noto scrittore Antonello Ricci, che ha fatto da moderatore, dell’assessore comunale ai Servizi sociali Fabrizio Fersini e del dott. Giuseppe Cimarellocopertina-libro-mattipersi-ritrovati della Asl di Viterbo. Un viaggio lungo due secoli,

che ripercorre il mondo della psichiatria, dei manicomi attraverso il racconto di tre protagonisti, che ritornano per tre giorni nell’ex manicomio di Siena. Un libro fatto, fersini-saluti-mattipersiquindi, di documenti, storie vere ed immagini per riaccendere la luce su un ambito della sanità, la Psichiatria, che, purtroppo, ancora oggi, versa in cattive acque: Cenerentola di una sanità che, sempre più in deficit, continua a tagliare su organico e proiezionevideo-mattipersiritrovatistrutture per i sofferenti psichiatrici. E’ la denuncia, alla fine della presentazione del libro, che fa Vito Ferrante, presidente dell’associazione Afesopsit che continua a dare numeri allarmanti ed indecenti su come versa la sanità locale in ambito psichiatrico. “Come associazione è nostro dovere denunciare ciò che non va e di cose negative ce ne sono parecchie – esordisce Ferrante – Partiamo dai precari, per i quali abbiamo fatto un sit-in di protesta nel 2012. Ildocumento-psichiatri-vt precariato non ci dovrebbe essere, meno che mai in Psichiatria. Il nostro dipartimento di Salute mentale è invece pieno di precari. I pazienti vengono distribuitifersini-mattipersiritrovati come pacchetti e la continuità assistenziale va a farsi friggere, aumentando i disagi ed i costi. Gli operatori sul territorio vengono sempre più vessati”. Ferrante, quindi, dati alla mano, spiega che il capo dipartimento di Salute Mentale ha preso un dottore di Montefiascone che aveva già in carico 90 pazienti per mandarlo anche a Tuscania. “Io la chiamo pulmino terapia”- ha sbottato Ferrante. “Prima c’era una camicia di forza, ora ci sono le cinture che ti fanno stare a letto perché non ci sono i dottori!”. vito-ferrante-mattipersiFerrante è un fiume in piena: “Manca il personale, è chiuso il Centro diurno , l’ambulatorio di Capranica, il Csm di Vetralla chiude dopo pranzo perché non ha il dottore e si riempono di farmaci i pazienti per sopperire a queste mancanze”.

Sul fronte pensioni di invalidità, problema che è stato sollevato nel corso del dibattito che si è avuto subito dopo la presentazione del libro dalla signora Doria Principi, che ha denunciato come non si possa andare avanti con soli 280 euro al mese, Ferrante ha ricordato al riguardo di aver già scritto alla Regione Lazio ed alle istituzioni viterbesi per chiedere che qualcuno si faccia carico di aprire un po’ di più le tasche, ma anche qui non ci sonopresentazionelibro-mattipersiritrovati state risposte. Altra nota dolente gli spazi in cui devono vivere i malati psichici. “Abbiamo un Spdc che è un ambiente ristretto, tra l’altro in comproprietà con gli infettivi. Dovremmo avere per legge 30 posti letto, ne abbiamo 8. Insomma gli spazi servono. Come servono le medicine, non il loro abuso e l’amore, trattare questi pazienti come persone, voler loro bene. Noi lo stigma ce lo abbiamo nel cervello!”.

Situazione non meno triste quella che riguarda i bambini e che tocca ancora di più il cuore di chi effettivamente ce lo ha.. “Abbiamo nel Viterbese 150 bambini che non possono essere presi in carico perché non ci sono medici per curarli “– incalza il presidente dell’Afesopsit . Ci sono anche, fortunatamente, però poche, ma buone notizie: “La buona notizia è che abbiamo avuto un incontro con la Consulta dipartimentale di Salute mentale di Viterbo e quella regionale da cui è scaturito un nuovo progetto di Spdc, che si realizzerà nella nuova ala di Belcolle e che avràcimarello-mattipersi anche degli spazi verdi”.

Il dott. Cimarello è, quindi, intervenuto rassicurando che i precari sono stati prorogati . “Stanno discutendo se solo fino al 2014 – ha precisato- o fino al 2016. Per il resto apriremo un tavolo istituzionale su queste tematiche e sensibilizzeremo il direttore dipartimentale”. Cimarello ha ricordato come per 11 anni sia stato all’interno delle istituzioni psichiatriche ed ha aggiunto: “Verso la Psichiatria le istituzioni non hanno manifestato mai una grande attenzione. Con il completamento di Belcolle finalmente avremo gli spazi giusti per i malati psichiatrici, ma servono fondi. La Regione ha cambiato colore, ma i risultati sono sempre quelli. Bisogna fare un cambiamento culturale – ha proseguito Cimarello- La Psichiatria è ancora oggi marginale. La nostra speranza è che ci sia un mutamento culturale”.

L’assessore Fersini ha accolto l’invito del dott. Cimarello di attivarsi per un cambio culturale, ma con la voglia di mettersi in rete come enti sociali. “Nel mio programma – ha proseguito Fersini – ho detto di voler realizzare tavoli tematici e vorrei farlo proprio uno a gennaio sulle malattie mentali con Asl, Comune e terzo settore”. Si è anche parlato nel corso del dibattito di formare nelle scuole i giovani all’accoglienza verso il diverso. “Dobbiamo al riguardo realizzare una coprogettazione con le scuole – ha precisato l’assessore Fersini – affinché ai ragazzi fin da piccoli venga insegnata questa ricchezza dell’accoglienza. Mi prendo l’onere stasera – ha concluso l’assessore –mattipersi-salaregia di proporre al prossimo consiglio comunale un ordine del giorno per una mozione condivisa trasversalmente che vada alla Regione ed al Governo per sensibilizzarli su queste tematiche”. D’accordo sulla cooperazione con le scuole il presidente della Consulta studentesca, Omar Neffati, che ha affermato: “Il mio auspicio è che si realizzi un programma comune in tutte le scuole”. Presenti in sala numerose associazioni (Erinna, Arci, 13 Maggio Franco di Marco, Viterbo con amore, la Consulta provinciale per la disabilità, salacomune2-mattipersiil Sert e la Consulta studentesca) e due degli autori del libro, Cesare Naticchioni e Roberto Lorenzini. Quest’ultimo ha spiegato: “Questo libro è stato voluto soprattutto dal gruppo di assistenti sociali. Il ricavato delle vendite andrà all’associazione Afesopsit. Racconta la storia di questi pazienti che sono andati a Siena, dove molti ci hanno passato tutta una vita. L’importanza del libro sta nel ricordare come erano i manicomi. Non è che con la legge 180 abbiamo roberto-lorenzini-mattipersirisolto il problema, perché le risorse non saranno mai abbastanza. La cosa terribile dei manicomi- ha sottolineato Lorenzini – non erano le strutture brutte, ma che si viveva proprio in un mondo a parte dove a volte non esistevi neanche dopo morto. Ed è un rischio che abbiamo tuttora nei distretti”.

Cesare Naticchioni ha aggiunto che il libro analizza tre casi di pazienti che vanno in manicomio per tre situazioni diverse.”Ci andavano – ha spiegato – perché erano persone povere oppure figli illegittimi o per patologia conclamata”. “Il libro- ha aggiunto Antonello Ricci – è un lavoro di èquipe che racconta le storie attraverso parole, presentazione-ricci-matti-persidocumenti d’archivio. Parliamo di persone che hanno vissuto il periodo di transizione della legge Basaglia e che hanno fatto ritorno a casa”.

“Cosa rimane a noi poveri mortali se non l’accoglienza nella propria casa? – si è domandato l’assessore Fersini- Chi ha permesso ciò non solo ha fatto un regalo a vito-ferrante-mequeste persone, ma alla propria città. Invito, quindi, voi associazioni a stringere questi ponti a livello istituzionale affinchè gli esigui fondi vadano nella direzioneantonello-ricci giusta, parlando non di solidarietà, ma di fraternità”.  Ma alla fine, poi, in un mondo dove tutto è il contrario di tutto e dove i valori sono sempre più merce rara, la domanda che si è posto l’assessore Fersini, non può che essere condivisa: “Ma alla fine chi realmente sono i matti oggi?”.

   

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