di REDAZIONE-
VITERBO- È iniziato a Viterbo il tradizionale periodo di preparazione al Trasporto della Macchina di Santa Rosa, con le prove di portata per circa cento facchini. L’appuntamento, che si svolge nell’ex chiesa della Pace, è un momento cruciale per testare la resistenza e la determinazione dei partecipanti, chiamati a sollevare e trasportare una cassa di 150 chilogrammi lungo un percorso ellittico da ripetere per tre giri. Chi supera la prova riceverà la convocazione ufficiale per le prove generali del 31 agosto, preludio al grande evento del 3 settembre.
Il capofacchino Luigi Aspromonte ha sottolineato il valore simbolico e umano di questa fase: «Il facchino vive emozioni uniche, tra ansia e paura. Quando questi sentimenti svaniscono, forse non si è più facchini».
Quest’anno, oltre alle prove di portata, cresce l’attesa anche per l’allestimento anticipato della Macchina “Dies Natalis”, realizzato in occasione del Giubileo. La sindaca Chiara Frontini ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa e ha rivolto gli auguri ad Aspromonte, al suo primo Trasporto da capofacchino.
Anche il prefetto Gennaro Capo ha condiviso le proprie emozioni, in vista del suo secondo Trasporto. «L’impatto con Dies Natalis è stato straordinario, una festa che porta a Viterbo persone da tutto il mondo. È un’occasione unica, che lascia il segno», ha dichiarato.
All’evento erano presenti numerose autorità, tra cui il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il questore Luigi Silipo, il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo
Friano e il comandante della Guardia di Finanza Carlo Pasquali. Presente anche l’ideatore di “Dies Natalis”, Raffaele Ascenzi.
Le prove di portata segnano così l’inizio di un cammino fatto di fatica, tradizione e profondo senso di appartenenza. La città di Viterbo si prepara a vivere ancora una volta uno dei suoi momenti più identitari ed emozionanti.
Foto e video di MARIELLA ZADRO








