di REDAZIONE –
VITERBO – Viterbo si unisce in un grande abbraccio ad Alessio Fiorillo, il 46enne rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi mentre viaggiava sulle due ruote. Molto conosciuto in città per il suo lavoro nella storica ditta di famiglia e per essere uno dei “ciuffi” della Macchina di Santa Rosa, Fiorillo sta affrontando un momento particolarmente delicato, culminato oggi, 7 agosto, con un intervento chirurgico.
Nel corso della conferenza di presentazione del premio “Il Ciuffo e la Rosa d’Oro e d’Argento”, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, ha voluto rivolgere un sentito messaggio di vicinanza. Con evidente commozione ha espresso la preoccupazione di tutta la grande famiglia dei facchini, augurando ad Alessio una pronta guarigione e un rapido ritorno tra i suoi compagni. Un pensiero è stato rivolto anche alla moglie e ai quattro figli, che stanno vivendo ore di grande apprensione.
Le parole di Mecarini hanno evidenziato il profondo legame che unisce i Facchini di Santa Rosa, una comunità che va ben oltre il tradizionale trasporto della Macchina e che nei momenti più difficili sa trasformarsi in una vera famiglia, unita dallo spirito di solidarietà e da quel sentimento di appartenenza racchiuso nell’espressione viterbese “Semo tutti de ‘n sentimento”.
Numerosi anche i messaggi di sostegno arrivati dal mondo istituzionale e lavorativo. Tra questi quelli del presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba e di Damiano Amatore, collega e amico di Alessio nella ditta Fiorillo, realtà che contribuisce anche alla costruzione della Macchina di Santa Rosa.
“L’ho sentito poco prima che entrasse in sala operatoria – ha raccontato Amatore –. Alessio è un pilastro sia per il Sodalizio sia per la nostra impresa. Ci auguriamo che possa rimettersi presto e tornare con noi con la forza che ha sempre dimostrato”.
Una forza che Alessio Fiorillo ha saputo mettere ogni giorno nel lavoro e, ogni 3 settembre, sotto la Macchina di Santa Rosa. Oggi quella stessa determinazione è chiamata a sostenerlo nella sfida più importante: quella verso la guarigione, accompagnato dall’affetto e dalla vicinanza di un’intera città.






